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Caso Ruby: parola alla difesa

Si è pronunciato oggi l'avvocato Niccolò Ghedini per difendere Silvio Berlusconi dalle accuse di concussione e di prostituzione minorile. Per il legale si tratta di una "condanna stratosferica".
  Di Francesca Ferrandi

Parola alla difesa. Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi, ha pronunciato oggi la propria arringa difensiva per il processo Ruby. Nella scorsa udienza, tenutasi il 13 maggio, la Procura di Milano aveva richiesto la condanna a 6 anni di reclusione e di interdizione perpetua dagli uffici pubblici per il Cavaliere, accusato di concussione e di prostituzione minorile.
Ghedini ha accusato il Tribunale di avere un “atteggiamento prevenuto” nei confronti dell'ex Premier, ed ha affermato che «ci sono state ragioni di spettacolarizzazione più che di merito nella requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, perché si è basata più su suggestioni che su dati processuali ed è stata segnata da un pregiudizio nei confronti dell'imputato e si è chiusa con una richiesta di condanna stratosferica».

Arringa difensiva processo Ruby

La difesa di Ghedini
Berlusconi era convinto della parentela di Ruby con l'allora presidente egiziano Mubarak. E' ciò che ha affermato oggi Ghedini, illustrando al Tribunale di Milano che il Cavaliere aveva parlato della ragazza al presidente d'Egitto, durante un pranzo ufficiale a Villa Madama tenutosi il 19 maggio 2010. «Questo vuol dire che aveva l'assoluta convinzione che fosse egiziana – ha dichiarato Ghedini - altrimenti, come avrebbe fatto a parlare di una ragazza minorenne, marocchina, che viveva in Sicilia, in stato di povertà, il cui padre era un ambulante?».

L'avvocato difensore di Berlusconi si è poi pronunciato riguardo l'“assurda accusa” di concussione. «Per noi la soluzione deve essere l’assoluzione perché il fatto non sussiste», ha dichiarato Ghedini. Il riferimento è alla serata tra il 27 e il 28 maggio 2010 durante la quale Silvio Berlusconi ha più volte telefonato in questura per chiedere che Ruby, fermata per aver commesso un furto, venisse affidata a Nicole Minetti piuttosto che ad una comunità per minori. «Non sempre - ha dichiarato Ghedini - le azioni compiute da un pubblico ufficiale possono essere considerate reati contro la pubblica amministrazione. Possono essere anche azioni umane non correlate da alcuna malizia. Silvio Berlusconi non ha mai chiesto di accelerare le procedure, ma ha chiesto solo una informazione».

Arringa difensiva processo Ruby

L'accusa di prostituzione minorile
Ghedini è poi passato all'accusa, forse la più scottante, di prostituzione minorile. «Tutte le testimoni negano di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi», ha dichiarato l'avvocato difensore. Per quanto riguarda la dichiarazione della Procura di Milano riguardo l'inattendibilità delle testimoni perché pagate da Berlusconi, Ghedini ha risposto che «erano già aiutate economicamente in passato: è un aiuto dato in continuità». Per questo motivo, secondo l'avvocato, non è possibile giudicarle fonti inattendibili.
Ma la tesi pro-Berlusconi di Ghedini ha toccato un punto più delicato: tutte le testimoni dell'accusa, tranne una, non hanno partecipato alle serate incriminate ad Arcore, quelle che vanno dal 14 febbraio al 2 maggio 2010; mentre sarebbero ben 25, secondo l'avvocato, le testimonianze che parlano di quelle serate come tranquille cene fatte di chiacchiere e discussioni sugli argomenti più vari.

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