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Renzi come Fonzie sul settimanale Chi

Il "rottamatore" di Firenze posa per la rivista "Chi" nelle vesti del latin lover degli anni '50 Fonzie. Il suo intento? Comunicare ai giovani.
  Di Francesca Ferrandi

Matteo Renzi come Fonzie. Pura ironia? No, si tratta del servizio fotografico approdato questa settimana sulla rivista di gossip – e non solo - “Chi”, che vede come protagonista proprio il sindaco di Firenze. Giubbotto di pelle, maglietta a girocollo bianca, sguardo da duro: il “rottamatore” è stato immortalato nelle vesti del macho della famosissima serie “Happy Days”.
Che la somiglianza esista o no, lo scopo di Renzi era chiaro: riuscire a far arrivare il suo messaggio a chiunque, non solo ad un pubblico amante della politica. La stessa idea che c'era dietro alla tanto criticata scelta di apparire nel reality show “Amici”; scelta di cui il sindaco di Firenze ha deciso di parlare proprio nell'intervista rilasciata sul settimanale “Chi”, corredata dalle foto di...Renzie.

Renzi come Fonzie

«Penso sia giusto arrivare a tutti. I ragazzi che guardano “Amici” non sono di serie B rispetto ad altri. Mi è sembrata una polemica ideologica da radical chic», ha dichiarato il sindaco di Firenze sul settimanale “Chi”. Renzi ha poi continuando dicendo: «Io voglio parlare ai giovani e agli anziani e, per fare questo, devo essere capace di adoperare il loro linguaggio, devo andare nelle trasmissioni che guardano e nei luoghi che frequentano. Il mio dovere è essere diretto e non elitario».

Renzi come Fonzie

Il nuovo libro di Renzi
E' stata una settimana in cui si è sentito parlare molto del sindaco di Firenze - se possibile più del solito. Domenica, al Salone del libro di Torino, Matteo Renzi ha infatti presentato anche il suo nuovo libro, dal titolo “Oltre la rottamazione”, uscito martedì nelle librerie, nel quale il fiorentino illustra i progetti per una nuova Italia e un nuovo Pd. Il titolo, emblematico, ruota attorno alla vicenda della scelta di Napolitano per il nuovo premier. Renzi ha raccontato, come già in precedenza aveva fatto, di aver avuto l'impressione che qualcuno avesse deciso di porre un veto sulla sua candidatura, estremamente 'papabile' in quei giorni. Ma è stata una vicenda che non ha abbattuto il sindaco di Firenze, tutt'altro.
«Cosa mi rimane di queste settimane così intense? - ha domandato Renzi - Mi rimane la politica. Che è dignità, sudore, coraggio. Mi rimane, soprattutto, il sapore del vento in faccia. Quell’esperienza che può capire soltanto chi ama rischiare, chi non vive rassegnato e rannicchiato alle spalle dei potenti. E mi rimane il gusto della sfida. Oggi è possibile andare oltre la rottamazione. E forse è necessario. Perché, finalmente, l’Italia torni a fare l’Italia».

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