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Napolitano Presidente della Repubblica: è bis storico

Giorgio Napolitano, con 738 voti a suo favore, è nuovamente Presidente della Repubblica. Nelle sue prospettive un Governo solido che badi ai problemi dell'Italia; via libera alle larghe intese.
  Di Francesca Ferrandi

Giorgio Napolitano, 87 anni, ha ricevuto per la seconda volta l'incarico di Presidente della Repubblica italiana. Non era mai successo nella storia del nostro Paese che il Presidente in carica ottenesse un secondo mandato. E invece dopo i cinque scrutini conclusisi con delle fumate nere, Napolitano, supplicato da Bersani di accettare una seconda candidatura ed appoggiato da Pdl, Scelta Civica e Lega Nord, ha raggiunto largamente il quorum (504 schede) con ben 738 voti. Dietro di lui Stefano Rodotà, supportato da Sel e Movimento 5 Stelle, che ha ottenuto 217 consensi.


Le parole di Napolitano
«Lunedì avrò modo di dire quali sono i termini con cui ho accolto l’appello ad assumere di nuovo la carica di presidente». Sono queste le prime parole del (non tanto) nuovo Presidente della Repubblica, che ha continuato così il suo discorso: «Auspico che tutti sapranno nelle prossime settimane onorare i loro doveri concorrendo al rafforzamento delle istituzioni repubblicane. Dobbiamo guardare ai problemi dell'Italia, degli italiani, e all'immagine e al ruolo istituzionale del nostro Paese». Proprio oggi, alle ore 17, Giorgio Napolitano pronuncerà il giuramento e il discorso di insediamento davanti al Parlamento riunito in seduta comune. Da domani, invece, dovrebbero ricominciare le consultazioni per prendere una decisione sul nuovo Governo.



Un Governo dalle larghe intese
La rielezione di Napolitano ha, come logico elemento di correlazione, la possibile entrata in scena di un “governissimo” che dovrà detenere il potere in Parlamento fino al momento in cui gli italiani saranno chiamati nuovamente alle urne.
Secondo alcune indiscrezioni, l'ipotesi sarebbe quella di un governo di larghe intese con Enrico Letta Presidente del Consiglio. Il vicepremier potrebbe portare il nome di Angelino Alfano, mentre, per quanto riguarda i vari ministri, a Mario Monti potrebbero andare gli esteri, a Luciano Violante la giustizia, a Gaetano Quagliariello le riforme ed a Giancarlo Giorgetti l'economia.

Secondo altre fonti, invece, il ruolo di premier per Enrico Letta sembrerebbe più lontano perché considerato “corresponsabile insieme a Bersani del tracollo del Pd”. Al suo posto i membri del centrosinistra vedrebbero meglio la candidatura di Anna Maria Cancellieri, con Letta nel ruolo di vice. Accanto a quella del “governissimo”, si affianca l'ipotesi di un governo tecnico sullo stile di quello montiano.
I diretti interessati – Letta, Monti e compagnia – hanno però smentito ogni parola pronunciata riguardo i loro incarichi nell'imminente Governo.

Quello che si sa con certezza è che Napolitano vuole un Governo ben solido che si proponga di risolvere alcune importanti ed imminenti questioni. Emergenza economica, riforma elettorale e varie riforme istituzionali e politiche dovranno, infatti, essere all'ordine del giorno in modo da trovare soluzioni efficaci il prima possibile.

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