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Nuovo test per sapere il sesso del nascituro

Scoprire il sesso del nascituro รจ ora possibile a partire dal primo trimestre di gravidanza grazie a un innovativo test precoce non invasivo.
  Di Viola Mariani

Se pensiamo che fino a qualche generazione fa per conoscere il sesso del bebè bisognava aspettare che nascesse, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla scoperta di un nuovo test non invasivo per determinare il sesso del nascituro.

Da qualche decennio l’arrivo di tecniche sofisticate come l’ecografia in 3 dimensioni e l’ecografia morfologica avevano reso possibile anticipare con un minimo margine d’errore il sesso del loro bimbo ai futuri genitori, ma questo poteva avvenire solo a partire dalla 20 settimana di gravidanza quando cominciava a essere possibile identificare i genitali del bebè. In determinati casi, dove la posizione del nascituro non permetteva una visione chiara, l’identificazione del sesso doveva essere rimandata al momento della nascita.


Da oggi possiamo sapere se il bimbo che aspettiamo sarà maschio o femmina attraverso un semplice prelievo di sangue fin dalle prime settimane di gestazione.
Grazie a un’innovativa scoperta degli studiosi del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del Cheil General Hospital, in collaborazione con i colleghi del Centro Sanità della Donna dell’Università KwanDong School of Medicine di Seoul, è possibile determinare con un’affidabilità pari al 100% il sesso del nascituro entro il primo trimestre di gravidanza.
Il test, anche se ancora non è disponibile per un utilizzo diffuso a tutte le donne in gravidanza, potenzialmente potrebbe essere utilizzato da tutti perché non presenta controindicazioni.

Come funziona il test?
Basandosi su un semplice prelievo di sangue non comporta nessun rischio né per la madre né per il feto, al contrario di altre forme di screening prenatale come amniocentesi o villo centesi che, anche se le percentuali di aborto sono minime, possono essere potenzialmente pericolose per il bebè.
Grazie a un confronto tra due sequenze di Dna presenti nel sangue della futura mamma vengono individuati i due enzimi DYS14 e GAPDH i cui livelli nel sangue varierebbero a seconda del sesso del nascituro.Uno studio sperimentale condotto su 200 donne nel primo trimestre di gravidanza ha rivelato che la misurazione del Dna fetale nel plasma materno arriva a una percentuale di affidabilità del 100%. Tutte le previsioni effettuate dagli studiosi sulla base di questo test si sono rivelate esatte al momento della nascita del bebè.


Quali vantaggi può comportare il test precoce?
Scoprire il sesso del nascituro entro il primo trimestre di gravidanza non serve solo a soddisfare la curiosità dei futuri genitori, ma può essere utile per il diagnostico e la cura di molte malattie.
Nel caso ad esempio di madri portatrici di anomalia cromosomica X l’utilizzo del test precoce potrebbe ridurre l’applicazione di procedure invasive, visto che alcune malformazioni o malattie (emofilia, distrofia muscolare di Duchenne ecc.). colpiscono in maniera distinta maschi e femmine.
Inoltre, secondo lo studio clinico Winestine Mc., le donne in stato interessante che conoscono il sesso del bebè instaurano un rapporto emotivo più intenso con il figlio, dando così meno importanza ai disturbi della gravidanza, e sono meno soggette alla depressione post-parto.
Infine poter comunicare prima dell’ecografia morfologica della ventesima settimana il sesso del nascituro ai futuri genitori contribuisce a stabilire un vincolo di fiducia con lo specialista.

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