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Calcolo della pasqua: come stabilire la data giusta

In questo articolo vi sveliamo il metodo che si utilizza per stabilire la data della Pasqua
 

Calcolo della Pasqua e ricorrenze cristiane legate al paganesimo
Vi siete mai chiesti come mai il giorno di Pasqua è così mobile sul calendario? Si potrebbe dire che cade sempre più o meno quaranta giorni dopo il Carnevale.
Per il calcolo della Pasqua si parte dal solstizio di primavera che è il 21 Marzo, poi si verifica quando sarà il primo plenilunio (ovvero il primo giorno di luna piena) dopo tale data e la domenica successiva al plenilunio è il giorno di Pasqua.

Facciamo un esempio del passato: nel 2010 la luna piena, dopo il 21 Marzo, c'è stata Martedì 30 Marzo, quindi Pasqua è stata Domenica 4 Aprile. Il primo a stabilire questo calcolo fu l'imperatore Costantino.

Alta o bassa?
Come abbiamo visto la data della Pasqua non è sempre la stessa come per le altre feste religiose perché dipende dal ciclo lunare. L'unica cosa certa è che si celebra in una domenica compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile (che viene sempre escluso in quanto si festeggia la Festa della Liberazione). A questo periodo temporale si riferisce il popolare calcolo della Pasqua che la definisce "bassa" quando cade nel mese di marzo o nei primi giorni di aprile e "alta" quando ricorre nei giorni successivi.

Credits: Foto di @NickyPe | Pixabay

Altre ricorrenze
Il calcolo della Pasqua era stato ereditato da quella di Israele, che santificava i tempi agricoli come l’equinozio di primavera, ma con i due imperi ci furono alcune divergenze sanate con un editto imperiale. Ci sono molte altre feste cattoliche che si basano su ricorrenze pagane, sui cicli delle stagioni e sulla vita agricola che in passato era regolata da pratiche rurali.
Ci sono vari esempi, come la festa di Ognissanti, che si celebra il 1° Novembre, e che ha origine celtiche. Le popolazioni erano solite dividere l’anno in 2 fasi, una era quella della nascita, del rigoglio della natura e la ricorrenza era a Maggio, l’altro periodo era quello del letargo, della natura dormiente e si festeggiava a Novembre.
Ricorrenze simili erano in uso presso gli antichi romani e quando Cesare conquistò la Gallia queste festività si riunirono. Nel corso dei secoli quella che si riferisce all’addormentarsi della natura in inverno diventò il 1° Novembre e quella di Maggio (il 13) venne assegnata dal cristianesimo alla celebrazione di tutti i santi; nell’evoluzione dei secoli la Chiesa volle unire le celebrazioni a Novembre spostando la festa di Ognissanti.
Per il mondo non cattolico è rimasta e in seguito “importata” la festa di Halloween (All Hallows = Tutti i Santi + eve = Vigilia) che celebra la notte degli spiriti, dei morti, collegata quindi alla “morte” della natura dal 31 Ottobre al 1 Novembre.
 
Sempre seguendo le tradizioni agricole, alla natura addormentata, fu poi inserita la celebrazione dei Morti, il 2 Novembre, dalla Chiesa cattolica.
Anche Ferragosto, che la Chiesa cattolica ha poi fatto coincidere con la celebrazione dell’ascensione di Maria Vergine, erano le Ferie di Augusto, giorni dedicati alla celebrazione di feste in onore di divinità e dell’imperatore, spiegato così anche il nome e perché si dice “andare in ferie” equivalente a “andare in vacanza”.
 
Altre ricorrenze si sono poi perse nel corso dei secoli, altre sono rimaste solo in alcune culture, è però interessante come ci sia stato un riciclo di date e riti e simboli perché talmente assunti e in uso dalla gente che la Chiesa è stata costretta ad adeguarsi per avere seguito dal popolo della campagna.
Pensate che ancora oggi si ricordano come giorni più freddi dell’anno i giorni della Merla (29, 30 e 31 Gennaio) che sono premonitori di come sarà la Primavera, il 13 Dicembre Santa Lucia come giorno più corto che ci sia perché in passato cadeva il 22 Dicembre del calendario solare (solstizio d’inverno) e altre ricorrenze simili.


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