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La mamma è malata: come dirlo ai figli?

Anche se non si vorrebbe, purtroppo, ci sono situazioni in cui i genitori di figli ancora piccoli si ammalano, e nel caso sia la mamma a stare poco bene o a doversi sottoporre alle cure, il bambino soffre ancora di più. In queste situazioni è difficile essere sinceri con i figli, specialmente se hanno un’età in cui sono ancora molto fragili. Ma è fondamentale essere sinceri. Qual è però il modo migliore per comunicare la propria condizione di salut
  Di Bianca Fracas - PsicoSessuologa

Mai mentire
Quando ci si ammala di un disturbo serio e si ha un bambino è normale avere dei dubbi su come e cosa dirgli; tuttavia per la serenità e l’equilibrio psicologico bisogna superare le paure ed essere sinceri. La verità viene sempre a galla, e non è giusto promettere ad un bambino cose che non sappiamo se possiamo mantenere, trasmetteremmo al bambino l’angosciante sensazione di essere vittima di un imbroglio. Agli occhi di un bambino una menzogna è pur sempre una menzogna, anche se detta a fin di bene. Anche l’atteggiamento vago ed elusivo è controindicato perché porterebbe solo angosce. Quindi l’unica scelta è la verità, per non farlo sentire un estraneo di fronte ai cambiamenti normali della quotidianità.

Verità = complicità
Dire la verità consente di stabilire con il bambino un rapporto di fiducia e complicità. In più non apre la strada all’umiliazione che si può provare quando si raccontano le bugie. La verità deve essere semplice e chiara “la mamma è ammalata”, ma anticipando la paura che il bambino può vivere con una frase “so che adesso sei molto preoccupato, perché andrà in ospedale e hai paura che non guarisca”. È importante anche comunicare il proprio stato d’animo di adulto, di preoccupazione e paura, dando però allo stesso tempo rassicurazione e speranza. È fondamentale anche rendere partecipe il bambino di quello che sta accadendo di volta in volta, dei successi delle cure, o della fiducia dei medici.

Il dolore è anche insegnamento

Tutti i bambini hanno la capacità di adattarsi alla realtà, anche quando questa è difficile e dolorosa. Essere tenuti all’oscuro delle cose è peggio di una verità che fa male. L’importante è aiutarli ad accettare la notizia e stargli vicino nell’affrontare la nuova situazione, soprattutto nei momenti di tristezza e smarrimento. Ovviamente l’esperienza di una malattia in famiglia non è mai da augurare, ma se capita il bimbo può trarne insegnamenti utili e se è già grandicello può capire e gestire le emozioni negative con il supporto degli adulti.

Se la mamma è in ospedale
Quando è necessario il ricovero ospedaliero è consigliabile che il figlio venga messo al corrente. Prima di allontanarsi da casa, sarebbe utile che il genitore lasciasse al bimbo un oggetto personale, magari con l’odore personale. È un gesto simbolico che però tranquillizza il bambino e sta a significare che una parte della mamma rimane sempre accanto a lui.
Durante il ricovero non è indicato portare il figlio, soprattutto se piccolo, a fare visita al genitore malato. Se è possibile sarebbe meglio fare incontrare genitore e figlio nel cortile dell’ospedale o in una zona che sia il meno possibile ansiogena.

Aiutarsi con le fiabe
Esistono delle fiabe speciali che in psicoterapia vengono definite metafore e che servono per stimolare la capacità di affrontare nel modo migliore le situazioni difficili. Si tratta di racconti che aiutano il bambino ad accettare più serenamente il fatto che un genitore sia malato, oppure affrontano tematiche quali il cambiamenti fisici causati da alcune cure. Un libro adatto ai piccoli e meno piccoli è “Le fiabe per…aiutare i distacchi della vita” edito da Franco Angeli.

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