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Quanto costano le mamme alle aziende?

Donne e lavoro è un binomio molto difficile ai giorni nostri: i tassi di occupazione delle donne con figli sono molto bassi e ci sono sempre più donne sopra i 30 anni che non hanno figli.
  Di Alessandra Mallarino

Donne e lavoro spesso è un binomio davvero molto difficile, nonostante si senta molto parlare di pari opportunità, carriera al femminile e aiuti per le mamme con pargoli a seguito.
Esistono delle belle realtà lavorative che hanno dimostrato di essere sensibili e andare incontro alle esigenze di chi, oltre che a essere mamma, ha anche intenzione di non mettere anni di studio in un cassetto e buttare la chiave, o più semplicemente vuole anche soddisfare il bisogno di realizzarsi anche sul lavoro e non solo in famiglia.
Molti sono i “capi” che pensano alle loro colleghe con attenzione e con il desiderio di accreditare loro più responsabilità e posti di rilievo, ma altrettanti optano per favorire poi i colleghi maschietti e lasciare da parte il gentil sesso senza troppi convenevoli!

Costo medio dell'azienda per una donna in dolce attesa
Le aziende mettono sul piatto della bilancia in modo attento e spesso cinico tutto, ad esempio la gravidanza ha un certo peso, rappresentato da un costo che va affrontato e sostenuto per i mesi in cui la donna è “poco produttiva” e sull’alto costo che va sostenuto in “quei mesi”.
Quando una donna è in dolce attesa, si assenta per un periodo preciso dal lavoro, ciò comporta una nuova gestione organizzativa, un’eventuale sostituzione, una nuova formazione, e poi vi è il reinserimento, la ripresa dei tempi, insomma tutta una serie di “operazioni” che l’azienda deve sopportare.
Il costo medio per un’azienda di media grandezza, circa 300 dipendenti, arriva a 23.300 euro l’anno.

Quanto costa una mamma ad un'azienda
Quale è la situazione italiana a tale riguardo?
Nel nostro Paese, le donne in gravidanza possono rimanere all’interno delle “quattro mura domestiche” per un massimo totale di 47 settimane, contro le quasi 160 settimane della vicina Germania e le 162 dei nostri cugini francesi.
Da noi la flessibilità e le ore lavorative spesso mettono in crisi le giovani mamme, che con grandissima difficoltà riescono a conciliare i numerosi ruoli, nonostante dal punto di vista legislativo ci sarebbe una legge a favore di questa dura realtà, la legge 53 del 2000, che prevede dei contributi alle aziende che si mostrano sensibili nei confronti di tali situazioni, aperte a presentare dei validi progetti di introduzione e di facilitazione sul lavoro dopo la gravidanza.

Mamme lavoratrici
Tassi di occupazione per donne con o senza figli

Tenetevi forte! Ecco alcuni tassi di occupazione:

Senza contare poi che facendo lo stesso lavoro, noi donne guadagniamo il 25% in meno a parità dei nostri colleghi uomini.
A questo punto mi viene in mente la famosa frase del simpatico e tristanzuolo Calimero “è un’ingiustizia però!”
Certo è rincuorante leggere che molte agenzie notano ed evidenziano quanto una donna riesca a portare sul lavoro, capacità organizzative elevate, capacità relazionali insuperabili, buonissimi risultati per facilità di raggiungimento di obiettivi, già ma tutto questo è possibile solo se riesce a starci sul posto di lavoro!

Aumentano le donne "no kids"Donne no kids
Esistono conseguentemente a questi dati delle scelte forse estreme, ma mai immotivate, al limite discutibili: negli ultimi 20 anni sono aumentate in nazioni come l’Inghilterra e la Germania le donne “no kids” ovvero donne che, per tutte le ragioni sopra citate e magari altre personali o familiari, hanno deciso di non avere figli. Nel paese del Sol Levante la metà delle donne di età prossima ai 30 anni non ha ancora un figlio.

Quanto costa un figlio?
Volete sapere indicativamente quanto costa un figlio? Ai primi posti alimentazione e abbigliamento seguiti poi eventualmente da baby sitter o asilo nido, si stima all’incirca nei primi tre anni dai 500 agli 800 euro al mese.

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