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Bambini geniali

I piccoli superdotati saranno anche l’orgoglio dei genitori, ma bisogna ricordarsi che si tratta sempre di bambini e non di fenomeni paranormali. Come si fa a capire se il proprio figlio ha un quoziente intellettivo fuori dalla norma? E come vanno gestite le capacità geniali in tenera età?
  Di Bianca Fracas - PsicoSessuologa

Il quoziente intellettivo
Il primo test per misurare l’intelligenza risale a 100 anni fa, quando lo psicologo Alfred Binet lo progettò. La definizione di QI, Quoziente Intellettivo, nasce però nel 1912 con il tedesco Stern. A partire poi dagli anni ’30 molti studiosi si appassionarono di questo tema e perfezionarono punteggi e scale di valori. Fu nel 1939 che Wechsler pubblicò il primo test completo per adulti. Oggi esistono diversi tipi di test per il QI composti da domande di logica, matematica, linguaggio e memoria; il punteggio medio di un adulto si aggira sui 100.

 Il linguaggio
Al di là dei test per misurare l’intelligenza, ci sono diversi modi per capire se un bambino è precoce e ha un talento particolare. Per prima cosa il linguaggio: se il piccolo impara presto a parlare, usa parole appropriate e possiede un ampio vocabolario, potrebbe essere un bambino molto dotato. Le diverse qualità poi si scoprono e si manifestano alla scuola materna e nei primi anni di elementari, quando si inizia a leggere e scrivere. Qui solitamente sono gli insegnanti a scoprire gli alunni più precoci.

Credits: Foto di @venturaartist | Pixabay
Intelligenza emotiva e cognitiva
Non ci sono solo memoria, linguaggio e calcoli, ma esiste anche un’intelligenza emotiva e spesso le due non vanno di pari passo. Un piccolo genio per esempio può sviluppare moltissimo quello cognitivo, ma rimanere immaturo da un punto di vista emotivo, perché è comunque piccolo di età. Spesso gli adulti hanno difficoltà a gestire l’intelligenza del proprio figlio e così commettono degli errori considerandolo una persona matura anche emotivamente.

Cosa fare di fronte a un genietto?
Il primo consiglio è di procedere a piccoli passi; innanzitutto non forzare le tappe e non sovraccaricare il figlio di corsi prestigiosi, compiti e letture, ma attendere che sia lui a chiedere un libro più difficile o altri esercizi matematici. Spesso poi questi bimbi a scuola si annoiano, perché sono più avanti nell’apprendimento rispetto alla media. In questo caso genitori e insegnanti dovrebbero fare una valutazione tecnica e decidere se fargli saltare una classe o iscriverli in un istituto di alto livello. Ma niente imposizioni! Sarebbe meglio scegliere scuole e corsi al top solo per gli adolescenti o in età universitaria quando c’è una maturità anche psicologica. Anche perché un QI intellettivo molto alto nell’infanzia non implica un futuro genio, ma può voler dire solo avere uno sviluppo precoce.
Riassumendo:

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