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Primi passi

La crescita di un bambino è molto importante soprattutto per quanto riguarda l'aspetto psico-fisico. I primi 3 anni sono i più importanti e sono proprio i genitori che devono aiutare il bimbo alla scoperta del mondo. Vediamo come e quali sono i comportamenti da adottare, per il movimento e di conseguenza l'esplorazione.
  Di Pinuccia Carbone

Non agevolare la pigrizia

Un bambino inizia a camminare intorno all'anno di età, ma si tratta di una cosa piuttosto soggettiva, c'è chi a 9 mesi sta già in piedi e compie i primi passi, e chi invece fino ai 18 mesi non cammina, magari per pigrizia.
Ecco, la pigrizia....che magari accentuiamo noi, e come?
Se per esempio il bambino è seduto e vuole prendere un giocattolo a poca distanza, la mamma non dovrebbe aiutarlo a prenderlo, ma piuttosto spronarlo ad andare. Se il bambino è vivace, la mamma per risolvere il problema, trova la soluzione rinchiudendolo nel box, in modo che dal suo quadrato non si muova e non crei danno. E se al momento dei primi passi, il bambino vacilla, la mamma lo prende subito in braccio; oppure il bambino vuole camminare e la mamma lo mette nel girello, con l'intento di aiutarlo.
Un altro comportamento da mamma, è quello che magari se troppo disinvolto, lo sottoponiamo a divieti (“non andare là” , “fermati”, “stai attento”...).


Credits: Foto di @pili_f3 | Pixabay
Non trasmettere la paura

E se sempre durante i primi movimenti cade, la mamma non dovrebbe trasmettergli la paura, la sua preoccupazione, al contrario corrono subito agitandosi, anche quando non serve. Secondo i pediatri italiani, i bambini per imparare a camminare hanno bisogno innanzitutto di una buona muscolatura sviluppata in modo che sia in grado di sostenere il peso del corpo, un apparato neuromotorio in grado di coordinare i movimenti e la fiducia della mamma in lui e nelle sue capacità di riuscire nell'impresa. Ovviamente, la terza condizione è la più difficile da attuare. Per una mamma, i primi passi del bambino vogliono dire una specie di allontanamento del figlio, e forse, anche inconsciamente una parte di lei non lo incoraggia. È proprio questo che a volte “blocca” il bambino, che ricordiamo, non ha paura di cadere e farsi male ma comunque in un contesto sicuro e in condizioni normali; la paura del bambino è quella di non farcela, di non riuscire in questa nuova scoperta, di non portare a termine la sua impresa.

Credits: Foto di @Fernando De Lima | Pixabay


Non drammatizzare le cadute

Non c'è un comportamento giusto per noi genitori, più volte ho detto che il mestiere di mamma e papà è il più difficile e ognuno educa e si comporta come meglio crede. Questi infatti, che vi do sono semplici consigli.
Inutile e controproducente essere apprensivi, perchè si otterrebbe l'effetto contrario marcando sempre più la sua insicurezza. Quindi, spronate il vostro bambino ad alzarsi anche solo per prendere un giocattolo che è più spostato, se cade ( e saranno tante le cadute...) non fatene una tragedia, non preoccupatevi più di tanto, ovviamente se non si è fatto male seriamente.
Ma se il bimbo cade durante i suoi primi passi, si tratta quasi sempre di cadute innocenti.
Forza e coraggio quindi per le mamme e per i bimbi!

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