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Lavoro precario

Prodotto interno lordo in calo del 2,6%, disoccupazione al 6,7 % e destinata a salire al 7,8 % entro il 2010: questa è la condizione attuale dell’Italia che ci lascia immaginare un futuro in cui la cerchia dei non-salariati si allargherà sempre di più. I precari nel nostro Paese sono quasi 4 milioni e a molti di loro il contratto non verrà rinnovato. Cosa significa ritrovarsi senza uno stipendio fisso? Come vivono le persone questi cambiamenti?
  Di Bianca Fracas - PsicoSessuologa


Lo stipendio è una colonna dell’esistenza di ciascuna persona, il primo traguardo quando si è giovani e la prima sicurezza per costruirsi una base. L’origine della parola salario, sottolinea l’importanza di questa parola, che deriva da sale, la moneta con cui venivano pagati i soldati nell’antica Roma. Fino agli anni ’70 lo stipendio e il posto fisso erano considerati obbiettivi principali da raggiungere. A partire dagli anni 80, poi, si è incominciato a parlare di flessibilità, associata a intelligenza e creatività, e si considerava il posto fisso simbolo di monotonia. È stato l’elogio della flessibilità a spianare la strada al precariato.


Il precariato oggi

Chi fino a qualche mese fa si lamentava di essere precario, oggi ha cambiato idea, e vede questa condizione come un sogno: meglio uno stipendio basso e provvisorio che nulla! Il salario serve non solo per vivere, ma ci consente un’identificazione sociale, ci dà un ruolo e contribuisce in qualche modo a definire l’individuo. La sua assenza è vissuta come un lutto.

Lavoro precario salario basso

Quali conseguenze?

Le conseguenze psicologiche e sociali della condizione del precario sono parecchie. Da un alto la passività totale, il lasciarsi andare agli eventi senza reagire, senza sentire più emozioni, seguendo l’equazione niente stipendio fisso, niente identità sociale salda, e il rischio è lasciarsi scivolare nella depressione. Dall’altro lato le persone precarie possono diventare rabbiosi contro tutti e tutto; non si sentono più appartenenti alla società, non hanno un ruolo e quindi si sentono autorizzati a spaccare tutto.


Come superare la crisi

Annunci di lavoroSi può fare qualcosa per evitare rabbia e annullamento di sé? Le misure economiche dovrebbero tenere in considerazione la psicologia di massa, aiutando prima coloro che davvero, senza salario, non hanno nulla per affrontare la crisi. In secondo luogo, coloro che hanno un lavoro precario, dovrebbero cercare di vivere questa condizione come punto di forza e non di debolezza. Pensare che in questo periodo economico possono sperimentarsi su più fronti, a differenza di un tempo in cui le persone facevano la stessa attività per tutta la vita, senza poter vedere situazioni nuove. Anche da un punto di vita sociale, un lavoro precario consente di conoscere più persone, scambiarsi idee, e non avere sempre gli stessi colleghi per una vita.

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