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Il ministro del Lavoro agli studenti: «Tre mesi di vacanze sono troppi»

Giuliano Poletti accende la polemica, prendendosela con la pausa estiva. Secondo il ministro, i giovani dovrebbero sfruttare la sospensione per fare le prime esperienze nel mondo del lavoro. Molti rispondono che sarebbe altra manodopera gratis regalata alle aziende
  Di Caterina Michelotti

Il momento più bello dell'anno per uno studente? Quello che va da giugno ai primi di settembre: tre mesi di totale relax, turbati solo dai compiti delle vacanze. Ma la pacchia potrebbe presto finire. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo a un convegno a Firenze riguardo al calendario scolastico italiano, si è lamentato: «Un mese di vacanza va bene, ma non c'è un obbligo di farne tre». La proposta, che per ora resta tale, ha aperto nuovamente la polemica sulle differenze tra il sistema scolastico italiano e quello degli altri paesi europei.

Per il ministro Poletti, sarebbe più costruttivo che quei mesi venissero usati per muovere i primi passi nel mondo del lavoro, sia per fare un'esperienza formativa («I miei figli – ha detto – hanno sempre spostato casse di frutta durante le vacanze estive. Sono venuti su normali, non sono speciali»), sia per cominciare a farsi un'idea sui gusti del giovane, che in quel modo potrebbe scegliere con più sicurezza quale percorso di studi intraprendere dopo il liceo.

Non sono mancate le polemiche di chi teme che i possibili nuovi “stage” si trasformino nell'ennesima occasione data alle aziende di sfruttare lavoro gratis. L'immissione dei ragazzi nel mondo del lavoro sarebbe concorrenza sleale: loro non verrebbero pagati.

La sospensione nel Regno Unito e in Germania dura la metà
Gli studenti italiani, durante l'anno, hanno a disposizione 13 settimane di vacanze. Le stesse di Lituania, Lettonia e Turchia. Subito dietro, con 12 settimane, Grecia, Estonia, Portogallo, Romania. Undici per Croazia, Ungheria, Spagna e Islanda. A 9 si trovano Austria, Belgio, Francia, Irlanda e Slovacchia. Solo 6 settimane, invece, per Germania, Danimarca e Regno Unito.


Sono troppi, per Poletti, tre mesi. La sospensione potrebbe essere usata per mettere i giovani in contatto con il mondo del lavoro, risolvendo l'eterna polemica sul fatto che la scuola italiana non mira abbastanza all'inserimento dei giovani sul mercato dell'occupazione. Secondo un ministro, non si rovina un ragazzino se invece «di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro».

Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato che nel decreto di legge sulla “Buona scuola”, presentato nell'ultimo Consiglio dei ministri, era già previsto che «attività di stage si possano fare anche nei periodi di sospensione dell'attività didattica, estate inclusa».

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