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Dopo la tempestosa giornata di ieri, il sole che stamattina si alzava sopra i monti, dava al cielo un che di diafano e, penetrando i residui di umidità sopra i boschi, rendeva il paesaggio irreale. Imbocco il sentiero che si diparte sulla destra della stradina e che, passando tra boschi e prati, esce sul lato nord della piana duecento metri sopra il paese. Arranco a fatica con ai piedi scarpe normali inadatte a camminare su sentieri - d'altronde, ero uscito per un caffè, solo dopo decisi di farmi una passeggiata fuori paese - ma la voglia di estraniarmi dal solito paesaggio, mi spinge a salire. Procedo con cautela, anche se il sentiero non presenta difficoltà, perché è ancora coperto dalle foglie rimaste dall'autunno. Qua e la, nei prati, s'intravvedono ancora sprazzi di neve che ancora resiste al primo caldo e alle piogge, a tratti torrenziali, di ieri; in alto le cime innevate fanno da corollario alla valle sottostante che incomincia a dare i primi segni di risveglio. Cammino e osservo il tappeto di primule e viole che sta ricoprendo il sottobosco e i prati, primo segno che la primavera è alle porte. Gli alberi sono ancora spogli, salvo, qua e la, qualche accenno di gemme. Sopra, i corvi, per lo più cornacchie, volano liberi nel cielo trasparente. Poco lontano, qualche decina di metri sopra di me, intravvedo, in uno spiazzo nel bosco, un capriolo che pascola tranquillo, annusando sovente l'aria per recepire il pericolo. Giunto sulla piana, mi soffermo a guardare la valle sottostante che, immersa nella bruma non ancora dissolta, sembra che ancora riposi. E' uno spettacolo il sole che, colpendo la bruma di sbieco, si riflette con mille colori nel limpido cielo; rimango senza fiato ogni volta che osservo queste espressioni della natura e sempre mi rammarico della poca attenzione che l'uomo dedica ad esse. Quell'impressione d'essere ai confino del mondo, ai limiti estremi della vita che la natura sa dare è, per me, sempre fonte di forti emozioni. D'altronde, cos'è la vita se non emozioni vissute rapportandoci col mondo? A fatica distolgo lo sguardo da tanta bellezza, a fatica decido il da farsi. E' difficile allontanarsi, se prendessi a destra continuando a salire, avrei sotto gli occhi per un buon tratto di strada la sublime visione. Purtroppo è tardi e il mondo mi chiama. Decido di tornare sulla strada carrabile e scendere tranquillo al paese.

~ francesco ~

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