Home » Salute » Psicologia » Solitudine nemica di chi va in pensione

Solitudine nemica di chi va in pensione

Gli Italiani sono longevi e l’aspettativa di vita è di 84 anni per le donne e 79 per gli uomini. Dunque la vita si allunga ma a quali condizioni? Chi raggiunge questa età non sempre è felice, perché dopo la pensione per molte persone si prospetta troppo tempo da gestire...

Solitudine nemica di chi va in pensione

Molti degli over 65 hanno terminato la vita lavorativa e iniziano a “godere” di maggior libertà. Tuttavia per quanto prima si lamentassero dello stress, le loro giornate erano consolidate, scandite da ritmi ben precisi e quindi erano giornate appaganti e stimolanti. Ecco così che il dono di avere una maggior disponibilità di tempo, potrebbe almeno inizialmente, divenire un’arma a doppio taglio: se da un lato si ha il tempo per sistemare casa, andare in vacanza, e dedicarsi agli hobby, dall’altra avere più libertà può indurre a focalizzare l’attenzione su pensieri negativi.

Reinventarsi e accettare i cambiamenti
Questa fase della vita spesso genera insicurezze e fragilità a causa del corpo che cambia, perché si smette di lavorare e c’è qualche acciacco da tener sotto controllo. Il periodo della pensione, con relativa perdita di ruolo sociale e interessi, i figli che si allontanano da casa e le coppie che fino a quel momento hanno vissuto più da genitori che da coppia provano la sindrome del “nido vuoto”. Ma la crisi può essere passeggera se si capisce che rimanere soli non significa non avere più nulla da fare ma è un’ottima occasione per reinventarsi.
Se poi il circolo vizioso non viene interrotto, il senso di solitudine e inadeguatezza può sfuggire di mano e trasformarsi in sindrome depressiva.

Chi va in pensione può soffrire di solitudine
Relazionarsi
Gli affetti sono molto importanti, in qualsiasi momento della vita, soprattutto quando si ha più tempo. Se durante il periodo lavorativo, spesso si è costretti a tralasciare relazioni sociali e amicizie, l’età pensionabile potrebbe finalmente ridare ciò che si è abbandonato, senza pensare che sia troppo tardi per migliorare i rapporti sociali. Anche se ricostruire le relazioni può sembrare uno sforzo enorme, cercare di consolidare e rafforzare gli affetti con famigliari, amici e nipoti, è possibile. Come? Condividendo con loro il proprio disagio, senza troppe lamentale.

Inseguire i propri sogni
Per godersi questa seconda parte di vita non bisogna cadere vittime della solitudine e del pensiero negativo. Piuttosto è importante chiedersi cosa si è accantonato fino a quel momento e capire che forse è arrivato il momento per riabilitare i propri sogni. Ovviamente non bisogna avere la pretesa di avere la stessa prestanza fisica di un tempo e accettare i limiti dell’età. Quindi porsi limiti raggiungibili.
È anche importante frequentare i propri coetanei e non chiudersi in casa; ci sono numerosi circoli culturali o sportivi che offrono possibilità di aggregazione e sono fonte di stimoli. Per superare il senso di solitudine bisogna attivarsi, anche dedicandosi a del volontariato. Per chi in passato ha dovuto rinunciare a studiare, non è tardi per diplomarsi, laurearsi o frequentare dei corsi. Ovviamente le difficoltà ci saranno, ma poi con l’allenamento la situazione migliorerà. Con un po’ di curiosità e interesse tutto è possibile, anche imparare ad usare il computer a 70 anni. Chi invece ha la passione per la natura può pensare di coltivare un orticello, anche su un piccolo balcone. L’importante è non sedersi in poltrona e guardare il soffitto!

Di , © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

2 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da ciaci44
     

    Per me nn e' cosi' anzi sto morendo di solitudine

  2. Inviato da marcolucia
     

    Ho letto il tuo scritto, hai concluso con delle belle parole

    “Ovviamente non bisogna avere la pretesa di avere ... … …, Per superare il senso di solitudine bisogna attivarsi … … …; Con un po’ di curiosità e interesse tutto è possibile, anche imparare ad usare il computer a 70 anni. Chi invece ha la passione per la natura può pensare di coltivare un orticello, anche su un piccolo balcone. L’importante è non sedersi in poltrona e guardare il soffitto!”

    Bravo, io giungerei anche di leggere qualche buona libro. Anch’io sono in pensione dal 1° aprile. e da alcuni anni mi è nato la voglia di scrivere poesie e quant’altro, ho già finito il mio primo libro, con diversi brevi racconti e una 30tina di poesie di cui partecipando ad alcuni concorsi ne ho vinti due. Un abbraccio Mino Fauzia da Torino.

    Vedi se ti piace questa:

    SOGNANDO ANCORA DI VOI
    Seduti nel viale del parco a parlare dei ricordi, e dei figli.
    Questi vecchi sempre ammalati,
    quando bussano alla porta, non li vuole più nessuno,
    perché disturbano di notte.
    Chiusi in un ospizio aspettano un figlio che non arriva mai.
    Questi vecchi, stanchi e soli,
    belli come rose di un giardino,
    che aspettano la fine.

    Io, fra tanti vecchi vi vedo che passeggiate, tenendovi per mano, come una volta.
    La mamma stanca si appoggia a te,
    vi sedete su una panchina,
    vi guardate con dolcezza vi donate un bacio,
    papà con la mano tremolante ti accarezza,
    e tu lo guardi con i tuoi occhi stanchi e mezzi orbi, regalandole un sorriso.

    Vi guardo e vedo quanto amore c’è ancora,
    quanto affetto esce dai vostri cuori.
    Nei vostri visi vedo una vita di lavoro e di rispetto.
    Con la fantasia volevo volare in braccia a voi,

    Ah, se penso, quando correvo in questo parco, mi tenevate per mano,
    e al tre saltavamo tutti insieme.
    A papà, quanti gol gli facevo, lui si arrabbiava, e tu ridevi.
    Che bello che era, eravamo tutti più giovani.
    Sembra ieri,
    che malinconia.
    Quanto amore mi avete dato,
    ancora oggi ho il cuore pieno,
    ovunque andrò passerò la vostra dolcezza.
    Gli anni volano come il vento,
    il vostro ricordo in me non finirà.
    Vedo un orologio fermo, ma non ha fermato il tempo.
    Come avrei voluto che la parola fine non fosse mai esistita.

    Una vocina mi tocca e dice: "svegliati nonno, andiamo a casa, sono stanco di giocare". Novembre 07

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami