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Sindrome di Peter Pan al femminile

Donne che non vogliono crescere, ma desiderano leggerezza e nessuna responsabilità. Allora non solo gli uomini hanno la sindorme di Peter Pan?

Sindrome di Peter Pan al femminile

Per anni abbiamo sentito parlare della famosa Sindrome di Peter Pan, che colpisce gli uomini non più giovanissimi, ma che si comportano da ragazzini. Tuttavia, negli ultimi tempi, si sta diffondendo anche la versione al femminile: donne leggere e incostanti, irrequiete e volubili, dolci e capricciose. Insomma, anche il sesso femminile scappa da impegni e responsabilità per sentirsi “teen ager” e non invecchiare mai, tra realtà e illusione.

Bambine per sempre, che come Peter Pan hanno poca voglia di crescere; una donna diversa da quella che siamo abituati a vedere, sempre responsabile, mamma, moglie e donna in carriera. Un modello femminile che ripropone quel modo di essere rimproverato per anni agli uomini: la vocazione a sentirsi bamboccioni liberi e gaudenti, lontanissimi da qualsiasi impegno. Ma ora chi fugge dalle responsabilità è lei. Perché?

Peter Pan nei sentimenti
La vita sentimentale è quella in cui più si rivela la Peter Pan al femminile, perché è l'ambito in cui mostra tutta la sua attitudine al disimpegno, evitando, quanto più possibile, di farsi coinvolgere in relazioni profonde. C'è la ricerca di un rapporto d'amore purché sia poco vincolante. Ci sono anche le seduttrici seriali che si nutrono di relazioni fuggevoli con uomini conosciuti anche in internet, conquistati e presto scaricati.
Ma tra le Peter Pan donne ci sono anche le sposine in fuga, che mollano il fidanzato decennale poco prima di arrivare all'altare, lasciando chiunque in preda a sconforto e stupore.
Parrà strano, ma questi atteggiamenti sono diffusi tra le donne adulte, dai 30 in su, perché spesso non credono più nell'amore eterno “per tutta la vita” , ma si accontentano di un compagno di avventura.


Perché queste donne non vogliono crescere?
Quali sono i motivi per cui alcune donne non vogliono crescere? Sicuramente un ruolo importante lo ha avuto il cambiamento fisico delle donne stesse: se un tempo la vecchiaia era dietro l'angolo, appena passata la trentina, oggi invece alla stessa età ci si vede e sente ancora ragazzine, grazie a fisici e visi curati. Capita di vedere trentenni e oltre con un look adolescenziale: magliette di Hello Kitty, borse rosa e e cerchietto. I tailleur per queste donne sono demodé e preferiscono sedurre con ballerine e minigonne a pieghe.
La vita si è allungata e con essa anche la possibilità di vivere nuove esperienze, ma il lato negativo di tutto ciò è che spesso questa sensazione si trasforma in una sindrome dell'eterna giovinezza, forzando i limiti e perdendo il senso di realtà.


Libertà o precarietà?
Il primo desiderio delle Peter Pan è quello di sentirsi libere, senza catene che le limitano troppo; ormai le vecchie regole secondo le quali ci si sentiva realizzate solo se ci si sposava e si creava una famiglia, sono cadute.
E alla precarietà sentimentale spesso corrisponde quella lavorativa: il posto fisso diventato sempre più difficile da trovare e che spesso non viene nemmeno più cercato. E questo se da un lato causa un senso di instabilità dall'altro toglie l'obbligo di rendere conto a un capo e a una struttura rigida. Atteggiamento anche questo ripreso dal mondo maschile, perché si sa, da sempre l'uomo è insofferente a regole e ordini e più bisognoso di autonomia.

I vantaggi
Essere una donna Peter Pan non sempre è negativo, ma questo modo di vivere può essere utile se è una fase di sperimentazione, un momento in cui si ha voglia di pensare solo a se stesse e condurre uno stile di vita leggero, senza pensieri per il futuro. Diventa problematico se ci si costruisce una gabbia che impedisce di realizzare cose più costruttive come rapporti duraturi e sinceri e avere maggiori certezze.

Di , © Riproduzione Riservata
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