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La sindrome di Calimero: quando piace fare la vittima

Ciò che accade di negativo nella vita dipende sempre dall'esterno? Ci si sente messi all'angolo e ci si chiede cosa si è fatto di male per meritarsi le cose? Tutti questi pensieri sono tipici di coloro che hanno una personalità vittimista...

La sindrome di Calimero: quando piace fare la vittima

«Capitano tutte a me», «Sono sempre quello che ci va di mezzo», «Tutti ce l'hanno con me».
Queste sono solo alcune delle frasi più usate da chi soffre di vittimismo ed è convinto di essere il bersaglio di comportamenti aggressivi o perseguitato dalla sfortuna e da intenti manipolatori.
Purtroppo le persone che attribuiscono la colpa delle presunte sventure o degli insuccessi sempre a fattori esterni sono affette da un disturbo: la sindrome di Calimero. Tale malattia si chiama così perché ci si sente tristi e sconsolati proprio come il piccolo e nero pulcino disconosciuto dalla mamma.

Ma vittime si nasce o si diventa? Quali caratteristiche presenta chi si sente sempre perseguitato? Come uscire da questa condizione?

Le cause del vittimismo
Può capitare a chiunque, ogni tanto, di sentirsi vittima di circostanze negative ed avere la sensazione di essere messi all'angolo, tanto da chiedersi cosa si è fatto di male. Quando però ci si lamenta di continuo, si sospetta sempre di tutto e tutti, si svalutano gli altri e non si fa nulla per cambiare, si soffre della sindrome di Calimero.
Il più delle volte tale modalità viene appresa durante l'infanzia da uno o entrambi i genitori oppure in seguito ad episodi in cui si è stati perseguitati psicologicamente.
Inoltre il vittimismo è collegato ad una bassa autostima e ad una visione negativa di sé che derivano dall'educazione ricevuta e dalla carenza di affetto.

Le caratteristiche della “vittima”
Ma come si comporta e che pensieri fa un individuo che si sente proprio come il piccolo pulcino nero?
Innanzitutto chi soffre della sindrome di Calimero si lamenta di continuo perché non si accetta, perché non riesce a cambiare e ad uscire da questo circolo ossessivo.
Nella lamentela solitamente cerca conforto, tolleranza ed affetto che poi puntualmente rifiuta.
Il vittimista vuole sempre avere ragione, non accetta di essere contraddetto ma allo stesso tempo sospetta quando qualcuno gli dà ragione.
Non riesce mai a fare autocritica o a mettersi in discussione perché per lui le colpe provengono solo dall'esterno.
Ed infine chi si sente vittima del fato ha lo sguardo fisso al passato e a ciò che è accaduto oppure ha una visione pessimista del futuro.


Uscire dai pensieri vittimistici
La prima cosa da fare per “guarire” da questo disturbo è ammettere di avere pensieri e comportamenti vittimistici.
Iniziare a prendersi le proprie responsabilità, non cadere nell'atteggiamento del bimbo-vittima, ma essere un adulto consapevole. Solo così si può iniziare a lavorare sulle proprie insicurezza ed imparare a vedere gli eventi per ciò che sono realmente.
E dal momento che chi è affetto dalla sindrome di Calimero vede tutto nero, proprio come il pessimista, è fondamentale iniziare a cambiare la visione del mondo, interpretando le cose per come sono realemente.

Di , © Riproduzione Riservata
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