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Rimandare: quando è positivo e quando è negativo

Ci sono situazioni in cui rimandare le decisioni ci aiuta a riflettere e a migliorare le prestazioni, altre, invece, in cui è solo un modo per sfuggire alla realtà delle cose

Rimandare: quando è positivo e quando è negativo

Quante volte vi è successo di rimandare una decisione importante pensando che non era il momento giusto o che ci sarebbe stata una situazione migliore per cambiare le cose?
A tutti è capitato qualche volta nella vita, ma per alcune persone rinviare di continuo impegni e scelte è proprio uno status, un atteggiamento mentale e un modus operandi per affrontare la vita.
Ci sono addirittura individui che trascorrono una vita intera a ripetersi che un giorno faranno una determinata cosa, si muoveranno per cambiare le cose, ma quel momento non arriva mai.
Tuttavia ci sono situazioni in cui procrastinare è positivo perché è solo un atteggiamento temporaneo.

 


Quando è negativo
Rimandare le situazioni, le decisioni e le scelte è considerato un aspetto negativo soprattutto se ripetuto, se riguarda la maggior parte degli aspetti della propria vita e non è un avvenimento sporadico.
Il più delle volte è l'atteggiamento delle persone insicure e ansiose che non riescono a prendere in mano le situazioni.
In alcuni casi prendere tempo non è altro che un modo per cercare di placare l'ansia che assilla quando si hanno molti impegni, o semplicemente un atteggiamento dettato dalla poca voglia e dalla pigrizia.
È il caso di chi tende a posticipare una telefona di convenienza, o un appuntamento con persone non proprio gradevoli.


In altri casi, invece, il procrastinare di continuo è dovuto alla paura di affrontare i cambiamenti, dal timore di prendere una strada sbagliata, o perché si è talmente precisi e perfezionisti che non ci si sente mai pronti.
Infine si tende a rimandare perché non si è sufficientemente motivati e non si è convinti di fare quel determinato passo.

Di , © Riproduzione Riservata

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