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Quando serve lo psicologo

Quando le difficoltà della vita sembrano essere troppo difficili da superare da soli, perché non provare a farsi aiutare dalla psicologia?

Quando serve lo psicologo

Stanchezza, fame nervosa, dolore dopo un abbandono o per un lutto, ansia, attacchi di panico: gli psichiatri considerano questi e altri disturbi da curare con varie terapie e farmaci.

Ma si tratta della strada giusta o è una scorciatoia che può però farci ammalare? Forse si tende troppo spesso ad incasellare i numerosi malesseri psicologici come vere e proprie malattie da trattare con i farmaci, quando a volte può essere sufficiente una buona psicoterapia per riuscire ad affrontare alcuni momenti di difficoltà.

Vediamo insieme quando può essere utile uno psicologo.


Abbuffate e fame nervosa
Ci sono persone che in risposta ai loro problemi si rifugiano nel cibo come consolazione, ricercano soprattutto cibi dolci, ricchi di grassi e zuccheri, che rilasciano al cervello la serotonina.
In alcuni casi però dalla fame nervosa si passa alla bulimia, ingurgitando ogni cosa in modo incontrollato, e talora ci si induce il vomito. Quando gli episodi di questi disturbi alimentari si ripetono per più tempo e non si tratta di un comportamento passeggero, è molto utile la psicoterapia, sia individuale che familiare. Anche le terapie di gruppo possono aiutare chi soffre di questo disturbo. Solo nei casi più gravi si prescrivono farmaci antidepressivi.


Abbandono da separazione
Per molte persone la fine di un'esperienza lavorativa, di una storia d'amore o di un'amicizia causa uno stress enorme; si inizia ad avere ansia e depressione, si fatica a lavorare e svolgere le attività quotidiane, ci si ritira dalla vita sociale e ci si lamenta di continuo per la propria.
Il primo passo è cercare le relazioni personali ed il confronto con gli altri; ci si sente intrappolati in un vortice di pensieri e stati d'animo soffocanti, monotoni, negativi, e non si vede una via d'uscita. Spesso i sintomi si riducono nel tempo senza bisogno di nessun trattamento. Talvolta però capita che la situazione non migliori e si protragga per oltre sei mesi; in questi casi è importante rivolgersi ad uno psicologo che, attraverso un'indagine approfondita, consente di elaborare il trauma e attenuare i sintomi. Nei casi più gravi ci si può rivolgere anche ad uno psichiatra che somministrerà dei farmaci per un breve periodo.


Lutto
Quando si perde una persona cara si prova tristezza, apatia e malessere generale; in alcuni casi i sintomi sono simili a quelli della depressione, ad esempio pianto incontrollato, perdita di appetito, irritabilità, riduzione dell'attenzione. Il malessere per un lutto è fisiologico e naturale se dura circa un anno; se però si protrae nel tempo bisogna rivolgersi ad uno psicologo e cercare di trovare insieme delle soluzioni, elaborando le emozioni.

Prima dello psicologo
Gli psicologi e la psicologia possono essere molti utili, ma è anche importante che le persone provino prima da sole ad affrontare le difficoltà. Tutti dovremmo imparare ad “abbracciare” il dolore, a non temerlo, ad esprimere la rabbia e la tristezza, a cercare il lato positivo delle situazioni. Quando poi capiamo che non ce la facciamo, allora senza vergogna e perplessità è utile rivolgersi ad uno specialista. Nessuno è invincibile e tutti possiamo avere bisogno di qualcuno per superare alcuni momenti difficili della nostra vita.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  psicologia  
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