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Psicosi attentati: come reagire all'ansia

Parte 2 di "Psicosi attentati: come reagire all'ansia"


Credits: Foto di @RyanMcGuire | Pixabay
Cosa fare
Purtroppo violenze, terrorismo e guerre fanno ormai parte della nostra società e se da un lato è importante evitare situazioni rischiose dall'altra bisogna anche imparare a condividere le nostre sensazioni con gli altri senza vergognarsi.
La prima regola per non farsi assalire dalla psicosi attentati è fare gruppo, parlare delle emozioni che certe situazioni scatenano, evitare di far finta di nulla, comunicare anche con i nostri figli di ciò che sta accadendo e, proprio come succede in natura, sintonizzarsi con le altre persone; in questo modo ci si difende dagli attacchi, anche quelli mediatici, non ci sentiamo soli e avremo la percezione di essere più al sicuro.


Inoltre, sappiamo che la maggior parte delle nostre paure è irrazionale, perciò è molto difficile riuscire a controllarle del tutto; più però tenderemo a catastrofizzare la situazione più innescheremo emozioni negative che potrebbero generare veri e propri attacchi di ansia e panico al primo rumore percepito e alla prima situazione che la nostra psiche “legge” come sospetta.


Infine dobbiamo imparare a fidarci ed affidarci (alle forze dell'ordine e ai controlli) e a ragionare con la nostra testa, se da una parte il gruppo e la condivisione sono essenziali, contornarsi di persone che vedono la catastrofe ovunque, che hanno paura di tutto e che si insospettiscono al minimo allarme, non fa bene alla nostra mente perché verrebbe inghiottita in un vortice di negatività e pessimismo.

Di © Riproduzione Riservata

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TAG  ansia  
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