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Piccoli peccati di gola che è giusto concedersi

Un premio, un piccolo vizio saltuario, un qualcosa di positivo per noi: prendiamo così i piccoli peccati gola, ogni tanto concediamoceli per goderne e senza alcun rimorso

Piccoli peccati di gola che è giusto concedersi

La gola è stata considerata uno dei sette vizi capitali, spesso un qualcosa da proibire, di cui vergognarsi, sintomo di debolezza e un vero tabù.
Ma è così terribile cedere ai piacere della tavola?
Tra l'ingordigia irrimediabile e la voglia di fare uno strappo alle regole saltuariamente c'è differenza e concedersi ogni tanto dei piccoli peccati di gola aiuta a vivere più serenamente.

 
Nella società in cui viviamo il rapporto con il cibo è sempre più conflittuale e, anche senza arrivare a veri e propri disturbi del comportamento alimentare, si stanno diffondendo sempre di più anche piccoli e grandi problemi come ossessioni per la dieta, scelte categoriche di certi alimenti, o il mangiare senza limiti senza preoccuparsi per la propria salute.

Da un punto di vista psicologico il peccato di gola è inteso come un attacco alla sacralità del proprio corpo, indica che si è perso il rapporto corretto ed equilibrato con il cibo come fonte di nutrimento e di piacere.
In questi piccoli piaceri culinari l'alimentazione non ha più una funzione nutrizionale, ma diventa un terreno di scontro tra i bisogni primari di alimentarsi e quella di soddisfare i canoni estetici imposti dalla società.
Oppure è il desiderio di appagare la gola come unica fonte di piacere.

Credits: Foto di @fernandovillalobos | Pixabay
Le piccole trasgressioni che fanno stare bene
Nei Paesi dove l'alimentazione non è un problema si sono sviluppati eccessivi meccanismi di controllo sul cibo e di conseguenza trasgredire alle regole alimentari socialmente ben accette è considerato un peccato. Però sapersi muovere all'interno delle regole riconosciute a livello individuale o collettivo è importante e necessario per l'equilibrio psicologico ed emotivo delle persone e la trasgressione può avere un valore positivo. Si tratta di una concessione al piacere, a qualcosa che induce uno stato di benessere.
Invece quando non ci concediamo delle piccoli trasgressioni con il cibo, avviene una repressione che, nel tempo, crea una sensazione di inadeguatezza e insoddisfazione, perché a livello psichico e corporeo le persone non sono fatte per imporsi limitazioni estreme e la natura dell'uomo è soddisfare i desideri fisici e psicologici.

Ci vuole equilibrio
Soddisfare gli occasionali peccati di gola produce benessere
e, al contrario, non sapersi controllare causa danni. La retta via, come sempre, sta nel mezzo e ciascuno dovrebbe trovare la giusta misura tra il peccare e il trattenersi, rispettando le proprie esigenze ed il proprio fisico. In questo modo il peccato di gola rimane un momento di piacere che ci si concede occasionalmente, non un'abitudine e nemmeno un mezzo di consolazione.
Non bisognerebbe usare il cibo quando siamo arrabbiati, tristi, delusi e soli, ma la fetta di torta con la panna o il cioccolatino dovrebbero essere un premio per qualcosa di piacevole e non per la compensazione di un disagio. Un momento di relax con qualche piccola trasgressione!

Di , © Riproduzione Riservata
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