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Imparare a mettersi nei panni degli altri

Quando si discute spesso si cerca solo di far prevalere la propria idea, senza davvero comprendersi e mettersi nei panni dell'altro. Come riuscirci?

Imparare a mettersi nei panni degli altri

Anche alle coppie più rodate o tra gli amici più affiatati, capita di arrivare ad un punto in cui non ci si capisce e, di conseguenza, ci si chiude in un loop di divergenze. Ci si trova ad accusare l'altra persona di non riuscire a capirci davvero, di non essere attenta e sensibile al punto giusto per comprendere cosa proviamo.

Cosa ci impedisce di comprenderci davvero? E come provare a mettersi nei panni dell'altro?

Sottili differenze

Gli occidentali sono abituati a ragionare secondo una logica dialettica in cui ognuno esprime la propria opinione, cercando di portare prove a suo favore per prevalere sull'altro. L'obiettivo è quello di avere ragione e non quello di capirsi. Se questo atteggiamento mentale funziona in campo scientifico, non va bene nelle relazioni umane dove vi sono in gioco emozioni, paure e rabbia. Si è troppo coinvolti per rimanere lucidi e ascoltarsi veramente ed è inevitabile litigare.
Per evitare che ciò accada bisogna passare ad una comunicazione di tipo dialogico e cercare l'incontro.


Il metodo per essere empatici

Prima di esprimere le nostre opinioni bisogna accertarsi di aver capito bene il senso del discorso dell'altro; è importante non interrompere il nostro interlocutore e, quando ha concluso, fargli ulteriori domande di chiarimento. Sembra banale, ma fa la differenza, perché se ci mostriamo interessati, l'altro si sentirà compreso e non entrerà in conflitto. Si chiama dialogo strategico e agisce positivamente su entrambi. Solo a quel punto potremo esprimere il nostro pensiero, senza contraddire o correggere l'altro, ma esponendo ciò vogliamo dire.

Le interferenze
Solitamente, quando non riusciamo a metterci nei panni dell'altro è perché tutti abbiamo dei vissuti strutturati, chiamati mappe mentali; si formano alla nascita e tutto ciò che accade intorno a noi nei primi anni di vita segna il nostro modo di interpretare e affrontare il mondo, determinando i nostri gesti e le nostre reazioni. Il limite di queste mappe è che se si va sempre sulla stessa strada che si conosce, non potremo capire l'altro e stabilire un contatto empatico.


Fare il gioco dello specchio

Se avete capito il meccanismo, ma non riuscite proprio a mettervi nei panni di una persona a cui tenete, provate a fare il gioco dello specchio.

  • Avete provato a spiegare all'altro cosa sentite, ma lui non lo capisce? Allora cambiate la natura delle contrattazioni e proponete un gioco di coppia.
  • Fate ripartire la discussione, arrabbiatevi quanto volete e poi invertite i ruoli: riproducete a turno il modo di parlare dell'altro, di salutare e di muoversi.
  • Ora vi trovate davanti allo specchio dell'altro: visualizzate come vi percepite. Immedesimandovi, amplificherete le possibilità di reciproca comprensione.

Di © Riproduzione Riservata
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