Home » Salute » Psicologia » Maldicenze

Maldicenze

Aggressioni verbali che, se esasperate e portate avanti a lungo, possono creare ansia e disagio in chi le subisce. Come difendersi da tutto ciò?

Maldicenze

Nel Barbiere di Siviglia, Don Basilio canta “la calunnia è un venticello”. All’inizio si tratta di un’auretta gentile, che sottovoce, va ronzando nelle orecchie della gente, ma quando acquista forza si trasforma in colpo di cannone, in grado di rovinare la reputazione e l’esistenza di chi ne è oggetto. Piccole e grandi maldicenze, che si possono sviluppare nei luoghi di lavoro o tra conoscenti, che però creano ansia e disagio in chi li subisce. Ma cosa fare?

Tipi di calunnie
La maldicenza è la forma di aggressività verbale più diffusa ai giorni nostri, soprattutto negli ambienti di lavoro. Non risparmia nessuno, è capitato a tutti si essere al centro di un pettegolezzo o di apprezzamenti poco lusinghieri e di critiche. Talvolta si tratta di voci lievi e scherzose, in altri casi, purtroppo, sono situazioni pesanti e cattive, che mirano ad aggredire o screditare la persona.
Capita così che il calunniato sia sotto il pubblico flagello, mentre gli artefici della maldicenza restino nell’ombra, di solito impuniti. Se qualche piccolo pettegolezzo “buono” ogni tanto è comprensibile e tollerabile, perché è un modo per scaricare l’aggressività senza troppi danni, è diversa la situazione in cui le calunnie sono abituali e mirano a offendere e ledere la persona. Oltre a danneggiare la vittima, la situazione si ritorce contro se la maldicenza viene scoperta.

Un virus aggressivo e insidioso
Le maldicenze spesso diventano uno strumento di potere e controllo; secondo il semiologo Ugo Volli, i pettegolezzi sono paragonabili a un virus che si trasmette per contatto diretto e per precisa volontà di chi contagia. La carica virale, poi, aumenta a ogni successiva trasmissione di malignità. A differenza del virus però non esistono vaccini. In particolare le cattiverie sul luogo di lavoro sono difficili da combattere, avanzano per vie traverse e logorano fisicamente e psicologicamente.

Le conseguenze
Spesso chi viene colpito da continui pettegolezzi può soffrire di ansia, insonnia, inappetenza e tachicardia. Se poi la situazione difficile e negativa continua nel tempo può far scattare depressione.
Come difendersi da questa forma d’insidiosa aggressività? Per prima cosa bisogna ricorrere alle proprie risorse psicologiche, per evitare di farsi tormentare dall’ansia o deprimere dalla tristezza.

Strategie per passare al contrattacco
Ecco qualche consiglio per passare al contrattacco e mettere all’angolo chi ci calunnia.

  • Realismo: quando veniamo a conoscenza di un pettegolezzo, dobbiamo accettare il fatto che non possiamo essere amati da tutti.
  • Condivisione: mettiamo al corrente gli amici sinceri e i nostri cari dei sentimenti derivanti dalla calunnia; serve a sentirci meno soli e fragili.
  • Riflessione: esaminiamo i nostri comportamenti e se troviamo qualche leggerezza o errore, modifichiamoli, senza però cospargerci il capo di cenere.
  • Calma: teniamo sotto controllo il più possibile le nostre reazioni.
  • Distacco: proviamo a rendere insipido ai maldicenti il boccone che si vogliono gustare.
  • Ironia: cerchiamo di sdrammatizzare, affidandoci alla nota legge di Truman: se non puoi convincerli, confondili, magari con una risata.
  • Confronto: affrontiamo l’autore del pettegolezzo perché il confronto consentirà di scoprire i giochi psicologici che stanno dietro la calunnia e mettere il calunniatore di fronte alle proprie miserie.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  amicizia  
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami