Home » Salute » Psicologia » L'emozione del 2021: il languishing

L'emozione del 2021: il languishing

Mancanza di gioia e assenza di obiettivi, sembrano essere le sensazioni vissute dalla maggior parte delle persone in questi mesi di pandemia e che probabilmente ci accompagneranno ancora per un periodo

L'emozione del 2021: il languishing

Il termine usato per descrivere l'emozione del 2021 è “languishing” che in italiano può essere tradotto con il verbo “languire”.
Questa parola viene utilizzata per spiegare la sensazione di vuoto e di immobilità provata dalla maggior parte delle persone negli ultimi mesi trascorsi e che probabilmente accompagnerà lo stato d'animo ancora per un po'.
La causa è la pandemia, il lockdown e il virus del Covid che hanno modificato le vite di tutti facendoci sentire confusi come se guardassimo la vita da un finestrino appannato.
Ma di cosa si tratta e come vivere questa emozione?


Credits: Foto di @vdnhieu | Pixabay
Un'emozione da riconoscere
La parola languishing è stata creata dal sociologo Corey Keyes che osservando le persone in questi mesi si è accorto di quante non stessero sviluppando malattie depressive, ma piuttosto fossero individui demotivati, che faticano a concentrarsi e ad avere obiettivi. Questo stato non ha a che fare con il bournout, si tratta invece di assenza di gioia e benessere perché a causa del continuo stato di allerta mancano le prospettive.

Tuttavia secondo le sue ricerche chi oggi vive tale stato emotivo tra dieci anni soffrirà di disturbi d'anisa e depressione. Lo psicologo americano dell'Università di Pensilvenia, Adam Grant però è preoccupato poiché sebbene questa emozione non abbia sintomi evidenti si avvicina ad un disagio mentale e le conseguenze possono essere gravi.
Sempre secondo Grant non riuscendo a percepire se stessi scivolare nella solitudine si diventa indifferenti all'indifferenza e quando non si riesce a capire che si sta soffrendo non è possibile cerare aiuto.


Credits: Foto di @Alexas_Fotos | Pixabay
Cosa fare per cercare di stare meglio
Gli psicologi sono concordi che il primo passo da fare se si vuole uscire da uno stato di malessere è dare il giusto nome a quello stato emotivo. Pertanto sebbene non sia la soluzione bisognerebbe iniziare a usare il termine languishing.
Poi è fondamentale non mentire a se stessi o agli altri: se non si sta bene perché dover dire il contrario? Sentiamoci liberi di dichiarare il fatto che ci sentiamo scoraggiati e privi di motivazione!

Un altro suggerimento per cercare di liberarsi da questa sensazione è trovare qualcosa che ci tenga impegnati e non ci faccia pensare: camminare nella natura, leggere un libro al sole, fare giardinaggio, tutte attività che aiutano a convogliare le energie altrove.
Stop, poi, alla modalità multitasking, la pandemia ci ha indotto a fare più cose contemporaneamente ma alla lunga questo non è un bene perché porta al languishing e all'assenza di gioia.
Infine darsi piccoli obiettivi quotidiani o a breve termine per cercare di dare un senso alle giornate e a questo tempo “sospeso”.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  coronavirus  
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami