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Kintsugi: l'arte di riparare la vita

In Giappone si insegna a ricostruire ciò che si è rotto mostrando le ferite anziché nasconderle; ciò vale per gli oggetti ma soprattutto per la propia vita. È un processo lungo, talvolta doloroso che però aiuta a sviluppare autostima e a volersi bene

Kintsugi: l'arte di riparare la vita

Nel Paese del Sol Levante quando un oggetto si rompe, anche in mille pezzi, non viene gettato ma viene tenuto per essere riparato con dedizione e precisione.
Quest'arte giapponese dell'aggiustare si chiama kintsugi e letteralmente significa “riparare con l'oro” perché quando si rincollano i pezzi le fratture vengono esaltate dal colore dorato che impreziosisce e rende quell'oggetto unico.
Allo stesso modo è possibile riattaccare i pezzi nella nostra vita quando subiamo dei traumi e abbiamo bisogno di “rinascere”.


Una metafora per rimettersi in piedi
Quante volte capita che di fronte alle fratture della vita la prima reazione sia quella di far finta di nulla, cercando di nascondere ciò che ci ha ferito?
E se anziché fingere che non ci sia accaduto nulla provando a cancellare il passato e i nostri vissuti, provassimo a confrontarci con ciò che ci crea dolore pensando che questo ci rende unici e belli non sarebbe meglio?
L'arte del kintsugi sostiene le persone che stanno vivendo delle ferite emotive o fisiche accompagnando in un processo di cura e guarigione che però richiede pazienza.


I 5 processi per incollare i pezzi rotti
Affinché il dolore e la sofferenza si trasformino in oro e ci rendano unici è necessario affrontare e vivere 5 fasi che aiuteranno a rendere le fragilità un punto di forza.
Lo scopo del kintusgi ben spiegato anche nel libro di Tomas Navarro L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima è quello di gestire i ricordi, perdonare e archiviare senza nascondere il passato.

  1. Raccogliere i pezzi
    Quando qualcosa si rompe dentro di noi non fingiamo non sia accaduto ma con consapevolezza e dedizione impariamo a prenderci cura di noi e consentiamo che anche gli altri ci aiutino. Tiriamo fuori la sofferenza e non nascondiamola ma diamoci il tempo necessario per rimetterci in piedi.
  2. Ricostruire
    Con i pezzi che abbiamo raccolto proviamo a ricostruire il puzzle della nostra vita riflettendo sulle dinamiche che mettiamo sempre in atto, i problemi che emergono, le situazioni in cui ci mettiamo. E poi apriamoci alle novità e a ciò che non conosciamo.
  3. Darsi il tempo necessario
    Durante la fase di ricostruzione liberiamoci del superfluo; mettiamo in atto l'arte del riordino sia per quanto riguarda gli oggetti sia per ciò che riguarda i pensieri. Impariamo a tornare all'essenziale, a focalizzarci su ciò che serve davvero e che ci può rendere felici.
  4. Fare scorta di momenti positivi
    Durante il processo di ricostruzione è fondamentale prendere consapevolezza delle cose che abbiamo, delle piccole gioie quotidiane e metterle nel nostro bagaglio perché sono momenti preziosi.
  5. Mettere in luce l'oro
    Ed infine proprio come l'oggetto riparato con l'arte del kintsugi risplende e brilla di una luce propria, ora proviamo ad osservarci dall'esterno. Vedremo che i mille pezzettini che abbiamo raccolto sono assemblati e ci stanno donando una nuova energia e una nuova forza.

Di , © Riproduzione Riservata
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