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Imparare a dire grazie

A volte basta poco, un bacio, un sorriso, un abbraccio e una stretta di mano, tutti modi di ringraziare gli altri di fronte a un dono, ad un gesto o ad una cortesia. Invece oggi si fa sempre più fatica ad essere riconoscenti, a ringraziare, come se tutto ci fosse dovuto. Ma imparare a dire grazie non è difficile!


La cortesia

Non si parla del “grazie” ben educato in risposta al gesto di cortesia di uno sconosciuto, ma di un essere riconoscente per ciò che qualcuno fa solo ed esclusivamente per noi, detto in modo sincero per l’attenzione che ci viene data.
Ma perché le persone faticano ad andare oltre la semplice cortesia? Troppo imbarazzo?
Ringraziare significa ammettere che si è trattato di un beneficio da un gesto di altri, o che si è in debito. Ma essere grati per ciò che si riceve, aiuterebbe a vivere meglio, a sentirsi amati a non alimentare le invidie ed apprezzare i piccoli particolari della vita. Molte persone pensano di umiliarsi nel ringraziare, perché significherebbe essere in debito con gli altri.

Perché si è poco cortesi?
Per prima cosa non stupiamoci di così poca riconoscenza: fa parte del mondo occidentale contemporaneo, incentrato sull’individualismo, narcisismo e egoismo. Completamente differente, invece, la cultura orientale basata sull’idea di collaborazione, scambio e reciprocità. Ma la nostra società ha bisogno di recuperare l’esperienza di gratitudine e del dono perché si tratta di gesti e comportamenti fondamentali della relazione umana. Ma all’atto pratico le persone si scoprono incapaci di ringraziare in maniera adeguata perché sono troppo narcisiste e orgogliose.


Essere grati è essere migliori
Coloro che sono in grado di offrire senza riserbo la propria gratitudine raccolgono numerosi benefici perché aiuta a vivere meglio con gli altri, ad avere fiducia e speranza nella vita e ad apprezzare le piccole cose quotidiane. Chi è riconoscente acquista un valore speciale e anche i dettagli semplici di una giornata risultano più positivi. Chi esprime riconoscenza è una persona umile, quindi matura e consapevole da ammettere di avere dei limiti che si integrano e compensano con quelli degli altri. Le attenzioni degli altri ci permettono di stare meglio.

Imparare a dire grazie
Per stimolare chi ci sta intorno a ringraziare bisogna avere coraggio di far notare con i giusti modi il proprio dispiacere “sono rimasto deluso perché non hai capito quanto ti ho donato”, non significa pretendere un risarcimento ma educare gli altri a una sensibilità arrugginita.
Un altro modo per sensibilizzare alla gratitudine è coinvolgere gli amici più cari in una sorta di gioco della verità intorno alla domanda “a chi devi essere più riconoscente?”. Si tratta di un modo per riflettere e far riflettere su quanto di buono si è ricevuto dalla vita. L’esercizio più utile è quello di ripensare alla giornata trascorsa, dopo essere andati a letto, e individuare i momenti in cui siamo stati aiutati dagli altri e come abbiamo ringraziato. Siamo soddisfatti o potevamo fare di meglio?

Di © Riproduzione Riservata
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