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Guidare, che stress!

Spesso in macchina si va di fretta e i mille imprevisti per strada fanno arrabiare. Ma non serve a niente, meglio allora mantenere la calma al volante!

Guidare, che stress!

Mani strette sul volante, occhi puntati sull'orologio, telefono all'orecchio, e il traffico che ci impedisce di arrivare dove vogliamo. Il cuore accelera, la gola si stringe e le spalle si irrigidiscono, mentre lo stress prende il sopravvento. È ormai testato: il traffico minaccia l'equilibrio psicofisico. Ecco i consigli per non innervosirsi e cercare di rilassarsi anche tra clacson e auto incolonnate.

 

Traffic stress syndrome
Secondo un sondaggio effettuato da Nissan e You Gov, l'ente di ricerca britannico, il 63% delle donne soffre di un disagio quando si trova al volante. Il momento più stressante è quello del parcheggio: la ricerca del posto fa innervosire il 70% e la sistemazione in uno spazio piccolo manda in crisi il 41% delle intervistate. Insomma, quella che dovrebbe essere una banale ed indispensabile attività quotidiana, la guida, è diventata fonte di disagio psicofisico.
Gli scienziati la chiamano traffic stress syndrome ed è il disturbo caratterizzato da una serie di sintomi che si presentano quando si è alla guida: aumento del battito cardiaco, mal di testa, tensione muscolare che coinvolge collo, spalle e nuca.

 

La rabbia
Guidare che stressQuando usiamo l'auto pretendiamo sempre di spostarci da un posto all'altro con una certa velocità, e se il nostro tragitto viene ostacolato dal traffico o da altri impedimenti incominciamo a spazientirci. Non capita la stessa cosa se siamo in treno o in aereo o su un mezzo pubblico, perché partiamo già con l'idea che ci sono fattori esterni che potranno causare un ritardo. Quando guidiamo però vorremmo che la nostra andatura fosse sempre fluida, e se ciò non accade ci innervosiamo, guidiamo in modo indisciplinato e cadiamo in preda all'ansia. Il nervosismo si riversa anche sugli altri: quando siamo in auto ci sentiamo più autorizzati ad inveire perché la macchina ci fa sentire protetti. La strada invece, diventa il luogo dove sfogare le nostre frustrazioni, ed esprimiamo la rabbia che in altri contesti non possiamo tirare fuori.
Purtroppo però queste reazioni non servono proprio a niente se non a farci star male e a volte ci causano anche guai.
 

 

Cambiare si può
È fondamentale gestire al meglio i viaggi in auto per non trasformarli in una fonte di stress psicofisico per se stessi e gli altri. Per cercare di stare più tranquilli basta adottare qualche accorgimento pratico e psicologico. Per prima cosa dobbiamo cercare di non uscire di casa all'ultimo minuto, ma partire per tempo, calcolando il tempo di percorrenza e aggiungendo una Guidare che stressdecina di minuti in più (per gli imprevisti).
Poi impariamo a considerare il viaggio come un momento della giornata da riempire con attività a scelta, per esempio ascoltiamo un audio-corso di lingua straniera, oppure ascoltiamo un radio giornale o semplicemente quel cd che a casa non riusciamo mai a mettere perché piace solo a noi.
Un trucco psicologico per distrarsi e non pensare alla rabbia e al traffico che ci impedisce di arrivare alla meta è soffermarsi ad osservare la persona che guida davanti a noi e pensare alla sua storia: immaginiamo cosa sta facendo, pensando e dove sta andando. È un modo per vedere l'altro non come un elemento disturbante, ma come una persona che come noi è in mezzo al traffico!
Per rilassarsi al volante è importante anche imparare a respirare profondamente, evitando di guidare in apnea. Si inspira e si trattiene il fiato per qualche secondo e poi si espira, ripetendo per qualche minuto. In questo modo il battito cardiaco rallenta e il corpo e la mente sono meno contratti.

Di © Riproduzione Riservata
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