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Germofobia: la paura dei germi

Bisogno di lavarsi le mani di continuo, igienizzare superfici e oggetti, tenersi a distanza dalle persone, anche in assenza di coronavirus, è un disturbo vero e proprio che però si può curare

Germofobia: la paura dei germi

Sicuramente la pandemia da Covid 19 ha accentuato in alcuni individui la paura di infettarsi e l'ossessione per i batteri, ma la germofobia riguardava alcune persone pure prima dell'emergenza sanitaria.
Chiamato anche misofobia il timore dei germi è un disturbo psicologico considerato una vera e propria malattia quando supera certi limiti.
Tra i sintomi più comuni il bisogno di lavarsi le mani frequentemente, il rifiuto di condividere spazi e oggetti con altre persone e la necessità compulsiva di pulire continuamente le superfici.

Ma vediamo esattamente di cosa si tratta, le possibili cause e cure.


Credits: Foto di @mohamed_hassan | Pixabay
Un'ansia invalidante
La germofobia è un timore invalidante legato alla paura dello sporco e della contaminazione che per qualcuno diventa una vera e propria ossessione. Le persone affette da tale patologia sono maniache per la pulizia e l'igiene dal momento che ogni individuo o oggetto può essere potenzialemente pericoloso.
Pertanto si evita il più possibile il contatto con umani, animali e superfici e quando ciò è inevitabile si cerca immediatamente di lavarsi mani, viso e corpo o disinfettarsi con igienizzanti.

I misofobi non condividono mai oggetti con gli altri ed evitano i luoghi affollati. Chi ne soffre, nel momento in cui viene in contatto con una situazione potenzialmente antigienica sviluppa attacchi di panico e di ansia molto forti caratterizzati da senso di oppressione, sudorazione, nausea e tachicardia.
Le persone germofobiche solitamente sono soggetti che presentano anche altri disturbi psicologici come ansia, panico, disturbo ossessivo-compulsivo e depressione oppure sono individui che hanno vissuto esperienze traumatiche molto forti.


Credits: Foto di @sweetlouise | Pixabay
Come si cura
La paura dei germi, come molti disturbi psicologici, si cura con una psicoterapia adeguata che il più delle volte fa uso di tecniche cognitivo-comportamentali.
Nei casi più ostici possono essere consigliati anche farmaci ansiolitici o antidepressivi che aiutano a tranquillizzarsi e a razionalizzare l'eccessivo timore dei batteri. La prima cosa da fare comunque è parlarne, non chiudersi e condividere questa ansia anche con amici e parenti che possono aiutare a controllare il bisogno di continuare a igienizzarsi.

Un altro suggerimento è quello di informarsi anche tramite medici, virologi e specialisti che possono spiegare il ruolo dei batteri e dei germi e far capire che ci sono sia quelli “buoni” che quelli “cattivi” e che un contatto con essi non significa necessariamente ammalarsi e morire.

Infine, che si tratti di un'ansia emersa con il covid o presente già da prima bisogna evitare il più possibile di chiudersi in se stessi e tra le proprie mura perché in questo modo si sviluppa anche un'altra sindrome, quella della capanna, che porta solo ad un peggioramento della germofobia. Uscire e avere un contatto corretto anche con lo sporco rafforza il sistema immunitario, rende più forti e in grado di combattere eventuali malattie, ma soprattutto aiuta psicologicamente a superare piano piano le paure.

Di , © Riproduzione Riservata
TAG  coronavirus  
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