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La gentilezza verso sé stessi con la self compassion

Le filosofie orientali e la psicologia buddista hanno capito quanto sia importante per stare bene avere un atteggiamento gentile, di comprensione e perdono verso se stessi. Può sembrare scontato ma non lo è.

La gentilezza verso sé stessi con la self compassion

Quante persone si rimproverano di continuo, si giudicano e ossessionano con gli stessi pensieri negativi e controproducenti? Quante volte ci si sente inadeguati e incapaci o si pensa che gli altri siano migliori?
Purtroppo molti individui si maltrattano psicologicamente e da ciò ne consegue solo un grande malessere, ansia e depressione.
Bisognerebbe, invece, che la gentilezza verso se stessi diventasse un modus operandi fatto di atteggiamenti garbati e carini, di parole dolci e premurose proprio come si fa con un amico o una persona a cui si vuole bene.
La dolcezza infatti protegge e aiuta soprattutto quando si stanno attraversando momenti delicati e quando si soffre.


Credits: Foto di @geralt | Pixabay
Come imparare la self compassion
Essere duri e giudicanti non fa altro che peggiorare il proprio stato mentale e psicologico; per questo tutti dovremmo imparare dalle filosofie buddiste che insegnano ad essere gentili e comprensivi con sé stessi. Come? Con questi 4 atteggiamenti

  1. Individuare chi è scortese con noi
    La prima cosa da fare quando vogliamo essere più benevoli con noi stessi è riconoscere chi ci maltratta psicologicamente e iniziare ad impedirglielo.
  2. Vedere i due piatti della bilancia
    Un altro atteggiamento per applicare la gentilezza verso se stessi è smettere di criticarsi e giudicarsi negativamente ma imparare anche a vedere ciò che di positivo abbiamo o facciamo.
  3. Abbracciare le proprie debolezze
    Tutti hanno delle fragilità e debolezze e non necessariamente sono negative; nessuno è onnipotente pertanto bisogna imparare a darsi la possibilità di essere anche inadeguati, stanchi o di aver fallito senza per questo giudicarsi negativamente. Proprio come faremmo con un amico, rassicuriamoci , abbracciamoci e non puniamoci.
  4. Essere più disponibili con sé stessi
    Infine ingentilirsi non significa non volersi prendere le responsabilità delle proprie azioni e nemmeno autocommiserarsi. La gentilezza verso se stessi, piuttosto, aiuta a sbagliare di meno perché ci si mette meno pressione e ci si sente liberi di essere ciò che siamo.
  5. Accogliamo il bambino interiore
    Quando un bambino sbaglia solitamente riusciamo a consolarlo e a farlo sentire comunque amato; da adulti bisognerebbe fare lo stesso con se stessi, facendo emergere il proprio lato infantile e accoglierlo con dolcezza e gentilezza.


Imparare adessere gentile con se stessi è il primo passo per stare bene, ma anche per riuscire ad amare e accettare qualcun altro. È stato riscontrato, infatti, che chi non mostra auto compassione ha rapporti malsani e non potrà mai essere davvero accogliente verso gli altri.

Di , © Riproduzione Riservata
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