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Farmaci antidepressivi

L’uso di questi farmaci è sempre più in aumento; nei primi mesi dello scorso anno pare ci sia stato un incremento del 17% rispetto all’anno precedente, ma alcuni studi americani hanno cercato di mettere in cattiva luce gli antidepressivi e minato la fiducia in questo genere di farmaci.

Farmaci antidepressivi

In realtà, gli antidepressivi sono sicuri tanto quanto gli altri medicinali in commercio, purché usati in modo corretto e appropriato. Come tutti i farmaci hanno effetti collaterali, ma quello che manca è la trasparenza sui medicinali.

Farmaci ed effetti collaterali

I farmaci antidepressivi comunemente usati possono essere suddivisi in due grandi categorie: i triciclici e i serotoninergici.

  • I triciclici (imipramina, doxepina, trazodone, amitriptilina) sono i medicinali classici che agiscono in modo meno selettivo sui neurotrasmettitori, sostanze che hanno il compito di mettere in comunicazione le cellule nervose. Tra gli effetti collaterali più comuni si riscontrano stitichezza, secchezza in bocca, annebbiamento alla vista e instabilità.
  • I serotoninergici (citalopram, fluoxetina, escitalopram, fluvoxamina, paroxetina e sertralina) sono più moderni e vengono detti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (Ssri), in quanto agiscono in modo più mirato su questo neurotrasmettitore (la serotonina appunto), tra i principali coinvolti nella depressione e responsabile del tono dell’umore. Gli effetti collaterali più comuni sono: nausea, cefalea, stati di agitazione, insonnia e tremori.

Farmaci antidepressivi depressione
Come assumere gli antidepressivi

Come succede per tutti gli altri medicinali, se gli antidepressivi vengono assunti in maniera corretta, gli effetti collaterali si riducono di molto. Comunque ogni persona è diversa e ha una propria sensibilità al farmaco, non esistono quindi dosi standard. È il medico ad individuare la quantità più appropriata per ciascun paziente.
È importante iniziare con bassi dosaggi, da aumentare gradualmente, per evitare o ridurre gli effetti avversi. I tempi di sospensione del farmaco devono essere valutati caso per caso: un antidepressivo non può essere sospeso all’improvviso! La sospensione deve essere graduale e i tempi proporzionali alla durata della cura e dei dosaggi: quanto è più lunga, tanto più occorre “scalare” lentamente. Se la sospensione fosse avvenuta gradualmente e dovesse ancora comparire il disturbo, significa che probabilmente la malattia non è stata trattata sufficientemente e che quindi la cura avrebbe dovuto continuare ancora. Non significa, invece, che il farmaco era inadeguato o che si è sviluppata una dipendenza.


Come sapere se la cura è giusta

Visto che la depressione si può manifestare in vari modi, non sempre è facile fare subito una corretta diagnosi. Lo specialista dovrebbe quindi porre una serie di domande specifiche per cercare di avere un quadro completo e prescrivere la cura migliore. Chiunque sia laureato in medicina può prescrivere questi farmaci; il rischio è dunque che la malattia venga curata per tentativi e con tecniche standard, provando con vari farmaci. Questo però può portare ad un peggioramento della malattia. Perciò bisognerebbe sempre rivolgersi ad uno specialista.
Per capire se la cura è giusta non è necessario aspettare settimane o mesi, perché i primi benefici, se ci sono, sono già visibili e percepibili nella prima e seconda settimana. Se così non fosse significa che è inutile aspettare ulteriormente: quel farmaco non è in grado di curare il disturbo di cui si soffre.

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TAG  depressione   farmaci  
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