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Downshifting: rallentare i ritmi e delegare

Scalare una marcia e rallentare i ritmi: non serve farci carico di tutto e tutti, delegare il giusto fa bene.

Downshifting: rallentare i ritmi e delegare

La volontà di perfezione all’interno della famiglia spesso è una peculiarità di molte mamme, che alla ricerca di una casa perfetta, di figli in ordine e impeccabili e di tutto il contorno da manuale, arrivano poi alla sera stremate, distrutte dalla stanchezza, ma in un certo qual modo molto soddisfatte!
Il controllo su tutto e tutti, se da una parte porta all’ordine e alla precisione anche dei più piccoli particolari, non è sempre un bene: spesso come mamme ci si sostituisce agli altri, primi fra tutti ai figli, che crescono senza avvertire mai il peso della più piccola e banale responsabilità. Si corre in cameretta per rimettere a posto i giochi, si spoglia i pargoli per velocizzare la “messa a nanna”, si apparecchia tavola mentre si cucina senza coinvolgere nessun altro membro della famiglia, e ci si sente delle vere eroine perché in fondo siamo riuscite a fare tutto da sole. Cosa che poi in realtà si fa pesare paradossalmente agli altri, che non sono attenti alle nostre fatiche, che non aiutano, che non danno una mano.

Credits: Foto di @dazzleology | Pixabay

 

È arrivato allora il momento di fermarsi, guardarci allo specchio e porci una semplice domanda: è davvero necessario essere perfette supermamme e fare tutto da sole così perfettamente? La risposta è un deciso, secco e soprattutto convinto NO!
Ricavare del tempo per se stesse e delegare piccoli compiti anche agli altri è una forma di rispetto, ma è anche un modo per fare crescere davvero i figli e a volte anche il marito. Fare da sole non aiuta noi, che poi alla fine della giornata ci sentiamo come schiacciate da un caterpillar, e al contempo non aiuta neanche i nostri amati figli, che non sentendo il peso e la regola di aiutare gli altri membri della famiglia, pensano che tutto sia dovuto e che ci sarà sempre un qualcuno che farà per loro, oggi la mamma domani il partner o altri.

Provate allora a mettere in pratica una tecnica che arriva dai paesi anglosassoni con il nome di downshifting, cioè letteralmente “scalare una marcia”.

Il termine sopra indicato è applicato dalla vita di tutti i giorni, ad esempio per le supermamme, ma anche per coloro che si sentono insostituibili al lavoro e invece farebbero bene a rallentare un pochino i ritmi, che non vuole dire infischiarsene degli altri, dai familiari ai colleghi, ma semplicemente far sì che per tutti vi siano pari incarichi e doveri, e che non tutto il lavoro (nel caso delle supermamme, la mole è davvero grande) gravi su una singola persona.
Responsabilizzare è la parola chiave per una crescita matura e armoniosa, di grande equilibrio a livello psicologico, è un fondamentale insegnamento pedagogico (oltre ad essere mamma di due gemelli, sono pedagogista e, credetemi, per forza di cose mi sono resa conto di quanto fosse importante la divisione dei ruoli e la suddivisione dei compiti).
Togliersi la veste di supermamma significa anche chiedere aiuto. Via libera ai nonni, a vicini che magari facilmente si prodigherebbero per aiutare in piccole cose, vuoi anche solo accudire i figli mentre noi facciamo la spesa.
Smettiamo allora si sentirci indispensabili per ogni cosa. Se a vostro marito piace cucinare, lasciatelo fare, magari permettendo di preparare una bella pizza per cena, facendosi aiutare dai figli; loro si divertiranno tantissimo e noi ci riposeremo, magari leggendo qualche pagina di un libro. Nel patto è incluso che poi la cucina, anche se non “perfetta come la faremmo noi”, venga da loro messa in ordine. Ricordate? Responsabilizzare!

Di © Riproduzione Riservata
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