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Biblioterapia

Nella letteratura medica il termine “biblioterapia” è usato per riferirsi alla cura attraverso i romanzi e i manuali di auto-aiuto. In questa terapia la lettura rappresenta uno strumento di crescita personale, di acquisizione di conoscenze e di consapevolezza in tutte quelle situazioni di disagio psicologico e sociale.


Generi di lettura diversi

La biblioterapia assume diversi significati a seconda del suo metodo di applicazione.
Ecco le differenze.

Autoterapia involontaria

Molto spesso capita di essere “illuminati” da un libro, da una frase o da una parola presenti in romanzi, che non hanno una finalità propriamente terapeutica.
Questo accade perché ci sono molti libri che contengono tra le righe, messaggi e riflessioni di cui lo stato d’animo di chi legge può avere bisogno, oppure situazioni nelle quali capita di riconoscersi.

Letture di autoaiuto
In questo caso, ciò che aiuta nella riflessione non proviene dai romanzi, ma da libri scritti espressamente con l’intento di aiutare le persone a risolvere determinati problemi.
Si tratta di libri teorico-pratici che consigliano specifici comportamenti ed esercitazioni. Ovviamente non sono tutti di buona qualità ed è importante che ogni persona faccia le proprie riflessioni.


A chi è consigliata?

La biblioterapia è consigliata a coloro che vogliono provare a cercare una soluzione ai loro problemi, senza ricorrere ad una psicoterapia. In particolare è consigliata nei seguenti casi.

  • Per chi è troppo rigido, cioè a quelle persone che tendono ad essere intolleranti e giudicano in fretta. A queste persone sono consigliati i romanzi di Calvino, abilissimo nel mettere a fuoco vari punti di vista.
  • Per curare la depressione vengono consigliati i romanzi che indagano il senso della vita, come quelli di Terzani. Infatti, sbaglia chi pensa che le persone depresse o con cali d’umore debbano leggere solo testi allegri; anzi sono più indicati i romanzi che spingono alla riflessione, che aprono all’esperienza interiore senza giudizi di alcun tipo.
  • Per risvegliare la mente, sono adatti i romanzi di Dan Brown o di Robert Harris, consigliati nei momenti in cui ci si sente spenti e privi di curiosità.
  • Per ritrovare la semplicità, e quando ci si sente smarriti, inadeguati e stressati, un classico da leggere è “il Piccolo Principe”.


Quali vantaggi?
Il romanzo, più di ogni altro genere aiuta le persone a riflettere su di sé, a confrontarsi e potenziare le proprie capacità cognitive ed emotive. Molto spesso la lettura aiuta a ritrovare un po’ di benessere e fornisce le basi per riconoscere qualcosa di sé e della vita attraverso storie fantastiche che apparentemente raccontano altro. Se invece, ci si dedica alla lettura psicoeducazionale, si scelgono testi che hanno una componente di auto aiuto, e sono strumenti espressamente studiati da professionisti con lo scopo di coadiuvare il lavoro terapeutico. Si tratta di letture piuttosto recenti, che si avvalgono di ottimi volumi che spiegano in modo realistico, affidabile e semplice, le nozioni fondamentali per affrontare determinati problemi, quali ansia depressione, disturbi alimentari e problemi di autostima.

Di , © Riproduzione Riservata
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