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Anuptafobia: la paura di restare single

Un timore che riguarda molte più persone di quante si pensi, soprattutto donne tra i 30 e 40 anni che hanno paura di non trovare un partner

Anuptafobia: la paura di restare single

Si chiama Anuptafobia dal latino “a-nupta” letteralmente “senza moglie” ed è quella paura intensa e spesso immotivata di restare single e di non trovare una persona con la quale avere una relazione.
Soprannominata anche sindrome di Bridget Jones è un timore che può riguardare sia il sesso maschile che quello femminile e se non trattato può causare seri problemi psicologici.
Tuttavia le persone che ne soffrono di più sono donne tra i 30 e i 40 anni dal momento che in questa fascia di età la società si aspetta da loro una famiglia, un partner, dei figli e questa pressione culturale in alcune persone può causare tale fobia.


Credits: Foto di @Engin_Akyurt | Pixabay
Un disturbo psicologico
L'anuptafobia fino a qualche anno fa era considerata un disturbo ansioso-ossessivo ma negli ultimi tempi è stata classificata una dipendenza affettiva. Sebbene sia riduttivo fare un identikit delle persone che ne soffrono spesso in chi ha un forte timore di restare single si possono individuare traumi infantili e adolescenziali legati ad abbandono, tradimento e rifiuto; inoltre caratteristica tipica è una bassa autostima con tratti di gelosia e dipendenza affettiva.
Quando questa paura è molto radicata la ricerca di un partner diventa ossessione fino a generare attacchi di panico e depressione.

Comportamenti di chi teme la singletudine
Atteggiamento tipico di chi soffre di anuptafobia è classificare le persone in single e accoppiate e considerare le prime delle fallite e le seconde delle persone riuscite. Per questo l'obbiettivo principale è cercare qualcuno con cui avere una relazione non tanto per costruire un progetto di vita ma anche solo per non sperimentare il fallimento sociale.
Ciò spinge a collezionare un partner dietro l'altro per placare l'ansia, o a restare in relazioni ormai logore se non addirittura in rapporti disonesti ed infedeli. In un certo qualsenso pur di non rimanere soli ci si accontenta accettando situazioni infelici o ci si annulla pur di non perdere il partner.
Quando proprio non si ha nessuno, l'anuptafobico tenta di coinvolgere gli amici nella ricerca di un nuovo compagno/a, trascorre ore nelle chat per incontri e ogni occasione sociale ha come unico obiettivo quello di trovare qualcuno con cui avere una relazione. E se i tentativi non portrano a nulla il rischio è di cadere in depressione e di essere assillati dall'angoscia.


Credits: Foto di @SimonaR | Pixabay
Come uscirne
Quando il pensiero di trovare un partner pur di non restare single diventa costante e invalidante la cosa migliore è rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta. Il professionista cercherà di analizzare i meccanismi consci ed inconsci che scattano nella psiche di chi soffre di anuptafobia e i traumi che possono innescare tale fobia.
Parlare e comprendere il problema con chi è competente è l'unico modo per approfondire la situazione e in qualche modo trovare un rimedio. Senza un aiuto di questo tipo il rischio è quello di restare intrappolati in un vortice in cui si cerca ossessivamente un partner senza davvero lasciarsi andare alle relazioni sane e ricche di emozioni.

Di , © Riproduzione Riservata
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