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Allentare naturalmente il rapporto tra madre e figlia

Staccarsi dalla madre e ottenere la propria distinta personalità.

Allentare naturalmente il rapporto tra madre e figlia

Un misterioso legame, perché ognuna di noi è madre e figlia nello stesso tempo.
A differenza del legame maschile, per cui il figlio cresce, diventa uomo e si stacca dal padre in modo secco e violento, per le donne allontanarsi dalla madre è molto più complicato.

Ogni donna porta in sé la propria madre, ma è necessario con il tempo allentare questo rapporto simbiotico se si vuole acquistare la propria identità definita. Gran parte dei nostri complessi inconsci nasce infatti da questo rapporto, che lo stesso Freud definì “oscuro”.

Come tagliare questo cordone, senza dimenticarci mai di lei?

Un rapporto profondo
Il rapporto madre/figlia è allo stesso tempo la prima ferita e il primo amore; Jung diceva che ogni donna si amplia per un verso nella madre e per un altro nella figlia e la donna, quando è mamma, ritrova in sé una parte di sua madre e lo trasmette a sua volta alla figlia. La maternità è un'esperienza che si tramanda e si eredita, fluisce senza finire, sia in positivo che in negativo.
C'è un momento, però, nella vita di una donna, in cui si passa dall'identificazione con la madre alla differenziazione e questo dovrebbe avvenire in adolescenza.
Il compito principale spetta alle madri, che devono consentire alle figlie, proprio in questa fase, di affermare la propria identità.


Come tagliare il cordone
In che modo le madri possono sciogliere questo cordone ombelicale con le figlie? Per prima cosa allontanandosi, smettendo di fare ogni cosa per loro e di occuparsi in toto delle loro scelte e della loro vita. È molto complicato, perché le madri vorrebbero sempre il meglio per i figli e, soprattutto, identificandosi nelle figlie femmine, vorrebbero che seguissero la loro strada o i loro sogni mai realizzati. Invece dovrebbero accettare la differenza e soprattutto capire che i desideri di una molto spesso sono opposti a quelli dell'altra.
Le figlie devono camminare con le proprie gambe, scoprire territori nuovi, sbagliare. Solitamente le madri fanno questo con i figli maschi, mentre le femmine le trattengono a sé.


Il complesso di Demetra
La leggenda narra di Demetra, dea della fertilità, e Core, sua figlia, che un giorno resta incantata dai fiori e viene rapita e mandata nell'Ade, regno dei morti. La madre, addolorata, non dà più frutti e la terra rischia di morire. Interviene Zeus, sentenziando che Core rimarrà nell'Ade per un periodo dell'anno, mentre nel restante tornerà dalla madre. È il mito delle stagioni: la primavera è la rinascita, mentre in inverno la terra si ferma, e così si spiegano e alternano appartenenza e separazione madre-figlia.

Appartenenza e separazione

Le madri dovrebbero favorire questa separazione, per prima cosa sentendosi realizzate: in questo modo probabilmente non proietteranno sulle figlie bisogni di riscatti e realizzazione. Una donna soddisfatta è sicuramente una madre migliore.
In seguito bisogna portare le figlie a distaccarsi attraverso un conflitto, ma molte madri lo temono e vivono più un rapporto di amicizia con le proprie figlie. Una madre, quando la figlia sta crescendo, dovrebbe consentirle di essere altro e non di proiettarsi o specchiarsi in lei. Quelle donne che si vestono come le figlie adolescenti, per esempio, non permettono alla prole di distaccarsi e differenziarsi.

Le regole
La prima regola è fidarsi della propria figlia: non sbirciare diari, facebook e telefono. Non interferire, non sovrapporsi in continuazione, non essere sempre e solo giudicanti, ma iniziare piano piano a tirarsi indietro e attendere che le richieste di aiuto o di consiglio arrivino dalle figlie. Ed infine dar loro il messaggio: “è la tua vita, non la mia.”

Di © Riproduzione Riservata
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