La colposcopia: che cos’è, come si fa, quando è consigliata e se è dolorosa

Antonia Festa  | 06 Giu 2025

Per avere un quadro completo dello stato dei genitali femminili,  spesso ci si avvale di un esame chiamato colposcopia. Il nome deriva dal greco Kolpos = vagina e skopeo= osservazione e consiste nell’analizzare attraverso un particolare microscopio, il colposcopio, la vulva, la vagina, il perineo e la cervice uterina. In molti casi viene prescritta dopo un pap test con esito positivo o dal risultato anomalo. Come si esegue e quanto è davvero opportuno eseguirla?

Colposcopia: come si effettua e a quali pazienti è consigliata


Colposcopia: come si effettua e a quali pazienti è consigliata

La colposcopia viene fatta come una sorta di ordinaria visita ginecologica; il ginecologo osserva con il microscopio, esternamente e internamente, i genitali della paziente che rimane sdraiata sul lettino con le gambe divaricate. Per visualizzare meglio il collo dell’utero, si usa lo speculum e poi si bagna la parte con una soluzione a base di iodio e acido acetico che serve ad evidenziare eventuali lesioni presenti. Quando durante l’esame si nota qualcosa di anomalo, attraverso una biopsia viene prelevato una piccola parte di tessuto che verrà esaminata in laboratorio, al fine di avere un quadro completo della situazione. Se, invece, la cervice è normale, si consiglia una nuova colposcopia a distanza di tempo.

L’esame colposcopico viene prescritto, solitamente, nei seguenti casi:

  • quando si vuole osservare l’apparato genitale e prelevare parti di tessuto laddove si visualizzano delle lesioni o anomalie;
  • in caso di risultato positivo all’Hpv;
  • per una diagnosi più precisa per alcune malattie sessualmente trasmissibili;
  • quando si hanno sanguinamenti dalla vagina dopo rapporti sessuali o dolore pelvico;
  • a scopo preventivo in pazienti a rischio;
  • per donne affette da immunodepressione da farmaci o malattie.

Alcune informazioni aggiuntive

Così come per il pap test, anche per la colposcopia, l’esame va fatto in assenza di mestruazioni e meglio se si è a metà ciclo; se la donna è in menopausa, invece, qualunque giorno va bene. Non bisogna, poi, nelle 24 ore precedenti, avere rapporti sessuali, usare assorbenti interni, creme e ovuli vaginali.

L’osservazione con il colposcopio non è dolorosa, perché questo strumento, simile a un binocolo, non viene inserito internamente. Alcune donne, però, avvertono un formicolio o un bruciore quando viene messa la soluzione acida; in caso di biopsia, la sensazione avvertita è simile a una puntura. Può capitare che dopo si abbiano delle perdite scure, ma non bisogna preoccuparsi; se, invece, si hanno sanguinamenti abbondanti, febbre e dolori, bisogna recarsi presso un Pronto Soccorso.

Antonia Festa
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