
La capoeira sembra una danza ma nasce come lotta offensiva africana esportata in Brasile più di 350 anni fa. In seguito, è diventata talmente famosa da diventare, negli anni ’70, lo sport nazionale brasiliano. Alla fine degli anni ’50, invece, arrivò in Italia e nel resto d’Europa. Ma in cosa consiste la capoeira e perché si è diffusa in tutto il mondo?

Che cos’è la capoeira e come si esegue? [foto @Fred S. Pinheiro/Shutterstock.com, solo per uso editoriale]
Avete mai visto un gruppo di uomini in cerchio con pantaloni comodi e leggeri bianchi, maglietta bianca e due uomini al centro che sembrano giocare tra loro, quasi sfidandosi su chi è più bravo nel fare capriole e salti coreografici, ruote frontali, spaccate in aria il tutto a ritmo di musica? Questa è la capoeira, una lotta/danza fatta da movimenti fluidi e armonici.
La musica è composta con campanelli, tamburi e una specie di arco stranissimo che ha ad una estremità una zucca (che fa da cassa di risonanza) e la corda che viene percossa. Come molte danze o discipline antiche, ne esistono di diversi tipi e con varie tecniche di movimenti; le principali sono:
Ultimamente diventa difficile la distinzione tra le diverse tipologie perché, col tempo, molti elementi si sono fusi; l’unica che ha mantenuto regole specifiche è la Capoeira Regional.
La costante comune tra le divesre tipologie di capoeira è il ‘berimbau’, lo strumento simbolo, l’arco a percussione, che con il suo ritmo regola e controlla la ‘roda’ (il cerchio dei capoeristi). La danza e la musica sono anche accompagnate da un canto. L’entrata e l’uscita dei due giocatori dal cerchio è regolata da loro stessi oppure da chi tiene il ritmo con il ‘berimbau’ e possono esserci uscite ed entrate per i due contemporaneamente o uno per volta.
I due giocatori possono anche non toccarsi mai, ma solo simulare l’attacco; il gioco è dimostrarsi abili e superiori all’altro senza mai lasciarsi cogliere impreparati.
Ci sono diversi livelli di esperienza riconosciuti per ogni singolo praticante: si parte dal principiante, poi si diventa Batizado (battezzato), poi ci sono tre livelli intermedi, avanzato e per ultimo graduato. Esistono anche cinque livelli per chi insegna; il Maestro (o Mestre) è quello più elevato. L’abbigliamento è di colore bianco; solo per l’Angola si usano anche il giallo e il nero.
Attualmente, anche in alcune palestre vi è la possibilità di imparare questa disciplina che permette, grazie alla grande attività di stretching, di poter allenare molto la muscolatura, distenderla per allentare le tensioni e rendere il corpo molto elastico. Si tratta sicuramente una disciplina molto affascinante, che aiuta a comunicare intensamente con i movimenti. Se volete un esempio, in Ocean’s Twelve, Vincent Cassel fa qualche passo per rilassarsi nella sua villa sul Lago di Como.
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