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Come riconoscere frutta e verdura non trattata

Frutta e verdura fanno bene, ancora meglio se prive di trattamenti chimici che le possono rendere più belle alla vista, ma meno sane per il nostro organismo. Ecco come non farsi ingannare.

Come riconoscere frutta e verdura non trattata

Immaginiamo di essere a passeggio tra le bancarelle del nostro mercato preferito dove troneggiano sodi carciofi, profumati sedani e tondi finocchi, fino a succose mele e ricche e mature melagrane. Tutto bello e perfetto, ma sarà davvero così come la vediamo questa frutta e verdura?

Tracciabilità
Gli ortaggi, così come la frutta, compiono un tragitto più o meno lungo dal campo alla tavola, la cosiddetta filiera produttiva che, dal seme al frutto finale, segue la vita dell'alimento sino a quando la nostra mano lo sceglie e lo porta a casa sulla nostra tavola. Esistono dei trattamenti che conferiscono maggiore conservazione al prodotto trattato, altri che ne prolungano la bellezza mantenendo ad esempio il colore vivo nel tempo, altri ancora che evitano il contatto con l'aria per evitare ossidazioni precoci, tutto ciò farà bene alla nostra salute?


Il biologico

Controlli e leggi molto severe tutelano la nostra salute e la nostra scelta, più o meno consapevole, fa sicuramente la sua parte; scegliere ad esempio un prodotto biologico o derivante da lotta integrata , significa avere la sicurezza di portare a casa un pomodoro, ad esempio, che è cresciuto senza pesticidi, anticrittogamici e fertilizzanti chimici, ma è solo stato trattato in modo naturale.
Il vero biologico deve avere una reale e dettagliata certificazione e il marchio che ne riporta la veridicità, per questo esiste un ben preciso regolamento sul biologico.

Esistono dei rapporti e dei controlli?
È importante tenersi informati, ovvero leggere da fonti attendibili l'evoluzione di questo argomento, ad esempio Legambiente si impegna periodicamente a produrre un rapporto sullo stato di produzione del comparto ortofrutticolo italiano e sono assai interessanti i dati che, comparati a quelli di Paesi a noi vicini, risultano essere molto più positivi. In Italia, rispetto ad altri paesi d'Europa, i pesticidi nel piatto sono statisticamente meno. Ecco perché è fondamentale leggere sempre l'etichetta della frutta e della verdura, visto che obbligatoriamente deve riportare la provenienza, oltre che al calibro, denominazione di vendita, categoria e prezzo al chilo.
Un scelta consapevole potrebbe anche essere quella di tenere presente la possibilità degli orti cittadini, o dei gruppi di acquisto solidale, per avere la certezza dell'origine della merce e delle modalità di coltivazione.


La quarta gamma
Se si decide di acquistare verdura già pronta all'uso ecco che opteremo i prodotti di quarta gamma: vaschette o buste ermeticamente chiuse, il cui contenuto è ad esempio l'insalata già lavata.
Fino all'anno scorso vi erano forti dubbi sulla salubrità al 100% di questi prodotti, poiché su alcuni campioni si rilevava una certa moltiplicazione batterica, causata dalla presenza di umidità all'interno (fattore che purtroppo favorisce l'aumento della potenziale carica batterica). Poi, grazie al subentro di una nuova legge la quale disciplina la produzione di questi prodotti, gli esami sui campioni sono nettamente migliorati.
La legge di riferimento è la legge n.77/2011, che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana con oggetto disposizioni relative alla preparazione, al confezionamento ed alla distribuzione di prodotti ortofrutticoli di quarta gamma.

Non fermarsi all'apparenza
E' bene, quando si sta scegliendo sia la frutta sia la verdura, non fermarsi all'apparenza, poiché spesso la mela più bruttina è più buona e sana di quella perfetta da strega di Biancaneve, la cui bellezza a volte può astutamente nascondere, sotto la buccia, un'essenza più chimica che naturale!
Attenzione inoltre ai trattamenti che possono essere applicati anche dopo il raccolto, ad esempio con sostanze antifunginee e antimuffa, a volte estese in maniera radicale ai locali di immagazzinaggio.
Più la frutta e la verdura sono raccolte nella nostra regione, e dunque non devono compiere lunghi percorsi, meno saranno soggette a questi trattamenti.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  biologico   frutta   verdura  
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