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Obesità infantile

L’obesità infantile è un tema, purtroppo, di grande attualità e di significativa rilevanza sociale e psicologica.

Obesità infantile

 In Italia, dal punto di vista statistico, oltre un bambino su tre è obeso o sovrappeso. Questo dato emerge dai risultati provenienti da un primo monitoraggio condotto dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali: un interessante e articolato progetto dal nome “Okkio alla salute”, esteso in 18 Regioni italiane su 46.000 bambini frequentanti la scuola elementare. La lettura dei dati statistici dovrebbe far pensare molto e far fermare l’attenzione di genitori, insegnanti, pediatri ed educatori in generale, su cosa fare e come farlo per prevenire e curare l’obesità in una fascia di età così delicata e importante, quale appunto l’infanzia.
Bambina con gelato

Quale è il significato, prima di tutto, del concetto “bambino obeso”?
E’ possibile poter parlare di obesità nel caso in cui il peso reale supera del 20% quello ideale (riferendosi alle tabelle dei percentili) e si può parlare di sovrappeso quando il peso reale oscilla tra il 10 e il 20% in più rispetto a quello di riferimento tabellare. E’ naturale che il pediatra svolga un’azione importante, sia dal punto di vista curativo che preventivo, poiché misurando il peso e l’altezza, e considerando altri elementi, insieme ai genitori potrà verificare la reale situazione e intervenire con l’approccio più idoneo.
L’obesità infantile ha un’origine multifattoriale: più cause concatenanti provocano un aumento di peso. Le cause principali sono: alimentazione non corretta e poco equilibrata, attività fisica ridotta o completamente assente, fattori di tipo genetico/familiare.

Bambini mangiano divano tv
L’alimentazione è sicuramente il punto di partenza per mantenere la salute del bambino ed evitare problematiche di sovrappeso o obesità. I genitori, ma soprattutto la madre, svolgono un ruolo importantissimo per ciò che concerne il buon esempio, sia nutrizionale che comportamentale. La scelta degli alimenti che compongono un pasto dev’essere sempre basata sulla semplicità, stagionalità e freschezza dell’alimento, evitando il più possibile alimenti già pronti e confezionati o inscatolati, dove spesso il contenuto lipidico e glucididico, cioè grassi e zuccheri, è molto elevato, senza dimenticare che gli alimenti già pronti hanno un contenuto di sale abbastanza alto. Meglio preferire un semplice piatto di pasta con pomodoro e basilico, carne con moderazione, tanto pesce, e in alternanza uova, formaggi e legumi, frutta e verdura fresche e di stagione. Esempi di piatti unici ideali, e pratici, sono le buone zuppe di pasta e legumi, delle saporite lasagne, una fumante torta salata, il tutto preparato dalla mamma, o da una volenterosa nonna, rispetto a quelle acquistate già pronte al supermercato.
L’attenzione del genitore deve sempre essere vigile e presente per accorgersi in tempo di un eventuale aumento ponderale e per educare il proprio figlio a una regolarità dei pasti, evitando di sgranocchiare a tutte le ore, o ancor peggio davanti alla televisione. Il consiglio è quello di consumare almeno un pasto (di solito quello serale) in maniera non frugale, ma al contrario in grande serenità e nel giusto tempo, con la televisione assolutamente spenta, senza disturbi di alcun tipo, ma solo concentrandosi sul sapore di ciò che si sta mangiando e sulle parole legate al racconto che ciascun membro della famiglia può fare rispetto alla sua giornata di lavoro, studio, scuola, ecc.
Bambino obeso davanti tv
Le ore dedicate invece alla televisione dovrebbero essere ridotte al minimo, cioè non più di una o due al giorno. Questo per evitare la sedentarietà e la compagnia poco adatta di cibo spazzatura.
Mamma e figlia obeseTra i fattori che possono influire sull’obesità infantile emergono anche la familiarità e i fattori ambientali. Secondo un’indagine condotta dall’Istat circa il 25% dei bambini in sovrappeso ha un genitore anch’esso sovrappeso o obeso, la percentuale sale al 35% circa quando sono entrambi i genitori ad avere lo stesso problema. Il sopra citato dato va letto in questo modo: l’esempio della famiglia è fondamentale, i genitori devono essere i primi ad attuare educazione alimentare, partendo proprio da se stessi, per poi estenderla anche ai figli, in modo da seguire tutti un percorso educativo/comportamentale logico e di coesione di “nucleo”.
Ecco in sintesi qualche consiglio pratico Prevenzione: ovvero osservare con attenzione i bambini, il loro sviluppo, il loro comportamento e le abitudini nell’arco della giornata. Regolarità dei pasti: partire da una buona e sana colazione (molti bambini la saltano completamente), pranzo e cena dovranno essere equilibrati e vari, consigliati gli spuntini di frutta a metà mattina e metà pomeriggio. Evitare di lodare i bambini con del cibo: soprattutto con caramelle, dolcini, merendine, poiché il pensiero associativo “faccio il bravo/guadagno un dolcetto” non è molto positivo e corretto, né dal punto di vista educativo né tanto meno da quello nutrizionale. Svolgere attività all’aperto: passeggiate, percorsi in bicicletta, piste di pattinaggio, nuoto, ecc. Avere sempre un referente al di fuori della famiglia, il pediatra, il dietologo o una figura competente che possa essere di aiuto per consigli e supporto. Bimbo obeso salta la corda
Amare i propri figli significa avere un clima familiare sereno, dove regna la comprensione, dove non esiste l’ossessione per il cibo, ma dove il cibo è un amico/strumento per stare bene, per crescere in modo corretto ed equilibrato./span>

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