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Infiammazione da cibo, cos'è e come gestirla

Facciamo chiarezza sull'infiammazione da cibo, perché avviene e come agire di conseguenza

Infiammazione da cibo, cos'è e come gestirla

Sempre più spesso si sente parlare di infiammazione da cibo. Ad esclusione di malattie provate con esami specifici come la celiachia, non ha più senso al definizione di intolleranze ma di uno stato infiammatorio, derivato dall'alimentazione, che si esprime con l'esternazione di sintomatologie varie. Grazie agli studi ed agli scritti del Dott. Attilio F. Speciani, medico allergologo che da moltissimi anni ha intrapreso un percorso di analisi dell'alimentazione e della funzione dei cibi nelle diverse patologie, proviamo a capire quale è il significato di questo stato infiammatorio, dell'influenza del cibo in varie patologie, della funzione della dieta e della nutrizione, di come contrastare le varie problematiche che ne derivano.

Per ulteriori approfondimenti consultare: www.eurosalus.com, www.recallerprogram.com e www.biomarkers.it



Cos'è l'infiammazione da cibo
Come per un trauma o per una influenza vi è uno stato infiammatorio che ne permette la guarigione, come una specie di “sfogo” che il nostro corpo attua, anche nei casi di un sovradosaggio di determinati alimenti, spesso tutti dello stesso gruppo che possono andare a compromettere il corretto funzionamento del nostro corpo generando alcuni segnali che possono sfociare in tantissime forme di fastidio come problemi di pelle, problemi digestivi, stanchezza immotivata, emicranie, gonfiori, aumenti di peso.
Questa situazione è certamente anche influenzata dall'ambiente esterno in cui si vive come inquinamento di vario tipo, stress e vita sregolata, ma è fondamentale non far diventare cronico questo stato infiammatorio, come per molte altre malattie, e ripristinare l'equilibrio perso. Questa infiammazione viene registrata dalle citochine (delle molecole proteiche) che vanno anche ad influenzare altre tipo.



Influenza degli alimenti
Ogni individuo è diverso dall'altro e questo avviene anche per il rapporto con il cibo. Il consiglio di avere una alimentazione sana e variata è perché spesso, magari senza rendercene conto, assumiamo sempre alimenti di uno stesso gruppo. Solo o quasi esclusivamente latte, yogurt, formaggi oppure solo cereali come pane, pasta, prodotti da forno, oppure solo frutta e verdura, ecco perché si parla di infiammazione da cibo. Ogni alimento ha al suo interno elementi importanti per l'organismo, ma assumere sempre e soltanto gli stessi cibi porta ad uno squilibrio in tutto l'organismo, quasi come fare una specie di indigestione. Sono ormai provate anche le influenze alimentari sui problemi di pelle o di capelli perché tutto ciò che assimiliamo tramite il cibo va ad esprimersi in ogni direzione.

Intolleranza sì, intolleranza no
Le comprovate intolleranze, che sono poi delle patologie scientificamente riconosciute come la celiachia o intolleranza al glutine e l'intolleranza enzimatica al lattosio. Per tutte le altre problematiche oggi si parla di infiammazione da cibo perché è possibile capire tramite la variazione nel sangue delle citochine come il BAFF, quali sono gli alimenti a generare queste difficoltà, oltre ad una semplice analisi del proprio comportamento alimentare con le scelte quotidiane che facciamo.


Non eliminiamo cibi
La cattiva informazione ha spesso generato una visione di alcuni tipi di cibi come dei veri e propri nemici, nulla di più sbagliato. Mai eliminare un alimento perché lo crediamo causa dei nostri problemi, ma è semplicemente necessario riabituare l'organismo all'assunzione di quel tipo di nutriente, una specie di rieducazione alimentare come quando da bambini si sono introdotti lentamente i vari cibi, un nuovo “svezzamento”.

Una dieta per ogni singola persona
Rimane valido che la dieta migliore da seguire, come prevenzione allo stato di infiammazione da cibo, è la rotazione con un'astensione durante la settimana da quei cibi di cui spesso si abusa. Se mangiate troppo spesso la pasta, il pane, i biscotti e altri prodotti da forno, per 7 pasti sui 21 della settimana, bisogna mangiare altro. Una specie di piccola purificazione per poi poter introdurre di nuovo gli alimenti temporaneamente eliminati. Se però questo non porta benefici o volete sapere con certezza se e quali cibi vi causano infiammazione, è fondamentale sottoporsi ad un test specifico come il BMT o Recaller e da quello andare ad agire con una dieta che deve assolutamente essere specifica.

Di , © Riproduzione Riservata
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