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Fitosteroli

Gli alimenti arricchiti con fitosteroli, servono davvero?

Fitosteroli

Tra le mode del momento in ambito alimentare c’è anche quella di

assumere cibi arricchiti di fitosteroli (o steroli vegetali), si tratta di una categoria facente parte di una “famiglia” di alimenti denominati “functional food” ovvero alimenti funzionali. Ad esempio arrichiti con Omega 3, oppure con probiotici, tali alimenti in questa nuova formula potenziata, esplicherebbero delle funzioni positive all’interno del nostro organismo, come ad esempio favorire la funzionalità intestinale, abbassare i livelli di colesterolo, fluidificare il sangue.
Tra i cibi arricchiti di fitosteroli troviamo soprattutto yougurt e latte.


Credits: Foto di @Imo Flow | Pixabay
Cosa sono i fitosteroli?

Si tratta di molecole presenti naturalmente nel regno vegetale; 40, sono fino ad oggi quelli scoperti e studiati.
Sono grassi di origine vegetale, la cui struttura a livello chimico è molto simile al colestrolo (grasso di origine animale) potremmo quasi parlare di fratelli simili ma di famiglie diverse o meglio di regni diversi; uno animale e l’altro vegetale.
La loro collocazione e, origine dal regno vegetale, ci fa subito capire un’altra differenza con il colesterolo, e cioè, mentre quest’ultimo oltre che essere introdotto attraverso gli alimenti è anche prodotto (produzione endogena) dal nostro organismo, per i fitosteroli il discorso è totalmente diverso.
I fitosteroli possono solo essere introdotti con i cibi che assumiamo nei nostri pasti.
Un ulteriore differenza con il colesterolo è legata all’assorbimento; i fitosteroli si assorbono in una percentuale pari al 2-2.5% (sul totale dei grassi vegetali assunti con la dieta) mentre per il colesterolo l’assorbimento può arrivare al 60%.
Si trovano nella frutta secca, nei legumi, negli oli vegetali, ma di seguito troverete una tabella più dettagliata.

A cosa servono i fitosteroli?

I fitosteroli inciderebbero positivamente sulla riduzione dell’assorbimento del colesterolo nel tratto intestinale, probabilmente sono anche coinvolti nel contrastare lo sviluppo di tumori, ma questo è ancora da dimostrare.


Come funzionano?

Si potrebbe quasi dire che il loro meccanismo di azione sia “strategico e intelligente” infatti il colestrolo tende a costituire dei piccoli agglomerati all’interno dell’intestino unendosi ad altre sostanze, queste piccole “palline” prendono il nome di micelle. Quest’ultime vengono poi assorbite dalle cellule intestinali, i fitosteroli subentrano in questo meccanismo creando, loro, delle micelle e limitando così l’assorbimento delle micelle di colesterolo.
Il colestrolo che resta fuori dalle micelle quindi non è incorporato non è conseguentemente assorbito, e viene eliminato con le feci.
Sono particolarmente indicati nei soggetti con livelli ematici molto elevati di colesterolo, con una dieta estremamente poco bilanciata e ricca di colesterolo.
In realtà ma soprattutto in pratica, il metodo migliore per avere degli esami ematochimici buoni è quello di condurre una vita sana e di compiere molta attenzione a quelle che sono le scelte alimentari quotidiane.
Per ridurre il colesterolo, se i livelli sono comunque non troppo elevati da ricorrere a scelte farmacologiche,ovviamente consigliate da medici e specialisti, è suficiente fare delle scelte alimentari adeguate e attente.

Dunque l’impiego dei fitosteroli è da vedersi eventualmente, come integrazione ad una dieta quotidiana che riveste il ruolo principale.
E’ da provare, ancora, ma a quanto pare l’uso improprio di questi alimenti arrichiti potrebbe paradossalmente creare dei problemi ad altri livelli, infatti per compensazione l’organismo vedendo abbassare il livello di colesterolo, potrebbe aumentare per compesazione la produzione endogena, inoltre i fitosteroli potrebbero ridurre i livelli di beta-carotene un importante precursore della vitamina A, fondamentale per le ossa, i denti e la vista.
Sono comunque sconsigliati in particolari momenti della vita, quali gravidanza, allattamento e nei bambini di età inferiore ai 5 anni.


Credits: Foto di @Doris Dorfmeister | Pixabay
In quali alimenti possiamo trovare i fitosteroli?

Oli vegetali, segale, frutta secca e derivati dei cereali. E ancora: broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiori, olive.
Un’alimentazione ben bilanciata e ricca di frutta, verdura ed equilibrata per la componente dei grassi da condimento ne apporta all’incirca da 0.6 a 0.8 grammi al giorno.
Chi deve combattare il colestrolo prenda carta e penna e si segni questi alimenti.

Alimenti ricchi di fitosteroli (Quantità espressa in mg per 100 grammi di alimento)

Olio di mais

865

Sesamo

714

Olio germe di grano

553

Olio di mandorle

266

Origano

203

Salvia fresca

244

Pistacchi

214

Timo essiccato

163

Pinoli

141

Mandorle

118

Nocciole

110

Dragoncello

81

Lattuga

38

Buccia di Limone

35

Cavoletti di Bruxelles

24

Cavolo

11


In sintesi l’importante è avere un’alimentazione corretta ed equilibrata.
Consumare alimenti arricchiti di fitosteroli può diventare un consiglio, solo ed esclusivamente da parte di un medico specialista, per tutti coloro che davvero hanno problemi a livello di quadro lipidico, ovvero colesterolo alto.

Di © Riproduzione Riservata
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