Home » Salute » Dieta / Nutrizione » Fame vorace senza appetito

Fame vorace senza appetito

Si chiama BED o DIA ed è un vero e proprio disordine alimentare, che va individuato e curato.

Fame vorace senza appetito

Gli americani lo chiamano BED, ovvero Binge Eating Disorder, e in Italia lo si definisce DAI, Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Ma, qualunque sia la sigla usata, ci si riferisce ad un vero e proprio disordine alimentare che causa sofferenza e disagio a chi ne soffre. Durante le abbuffate incontrollate si introducono grandi quantità di cibo in pochissimo tempo, arrivando talvolta a ingerire circa 30 mila calorie in un solo pasto (l’equivalente di 8 panettoni). Ma quali sono i meccanismi che scattano nel cervello di chi soffre di questo disturbo?

Identikit
In Italia si stimano circa 1 milione e 300 mila persone affette da questo disturbo, con una lieve preponderanza del sesso femminile. Gli attacchi possono manifestarsi in tarda adolescenza oppure tra i 30 e i 40 anni. Le abbuffate avvengono quasi sempre di nascosto e sono precedute da sensazioni di tensione e ansia che trovano sollievo ingerendo del cibo. Ma il sollievo è momentaneo, perché all’abbuffata seguono sentimenti di vergogna, rabbia e inadeguatezza che spingono la persona a ributtarsi nel cibo con l’illusione di placare il vuoto affettivo.

Diagnosi
Le caratteristiche del disordine da alimentazione incontrollata sono:

  • Disordini alimentariepisodi ricorrenti di abbuffata, almeno 2 alla settimana per un periodo di 6 mesi
  • le abbuffate si associano ad alcuni sintomi: ingurgitare, sentirsi scoppiare dopo aver mangiato, ingerire molto cibo anche senza fame, sensazione di disgusto dopo i vari episodi
  • gli episodi non si associano a vomito o uso di lassativi o digiuno o eccessivo esercizio fisico, questi sono sintomi tipici invece di anoressia e bulimia

I fattori scatenanti
Psichiatri e psicologi hanno individuato alcuni meccanismi alla base del mancato controllo sul cibo.

  • Emozioni incontrollabili: spesso all’origine del disturbo c’è l’incapacità a vivere ed esternare le proprie emozioni. L’abbuffata diventa così l’unico modo per fronteggiare le difficoltà affettive ed emotive: il cibo diventa un anestetico.
  • Personalità dipendenti: per alcuni esperti il Bed è simile ad una dipendenza, perché si attivano gli stessi meccanismi psicologici e biologici che si riscontrano anche nell’alcolismo.
  • Bassa autostima: solitamente le persone con questo disturbo hanno problemi di depressione latente, o comunque soffre di disturbi dell’umore, caratterizzati da sentimenti di autosvalutazione e disistima verso se stessi da colmare attraverso il cibo.

Cure
Spesso la prima figura professionale che viene in aiuto a chi soffre di questo disturbo è il dietologo, perché la persona manifesta la volontà di perder peso.
Diario alimentareIl dietologo deve quindi studiare un percorso di rieducazione alimentare che tenga anche conto dei vari disagi psicologici. Un utile strumento di analisi è il diario alimentare, dove elencare tutto ciò che si mangia ora dopo ora e dove annotare anche i vari stati d’animo che precedono l’abbuffata.
La cura poi prevede anche una psicoterapia che va ad indagare le emozioni e cerca di correggere lo schema alimentare e le distorsioni mentali sul proprio peso e sull’immagine corporea. La persona deve riabituarsi gradatamente a riconoscere e esprimere le proprie emozioni senza viverle in modo minaccioso o messe a tacere con il cibo.

Di © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami