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Alimenti funzionali

Sempre più spesso si vedono alimenti diversi sugli scaffali dei supermercati. Tra questi ci sono gli alimenti funzionali: vediamo quali sono ed a cosa servono.

Alimenti funzionali


Fare la spesa, oggi giorno, diventa sempre più una scoperta tra gli scaffali, che spesso, ci mostrano alimenti nuovi, a volte frutto di ricerche tecnologiche, pregni di una modernità derivante dall’applicazione di ricerche condotte dal mondo scientifico unito a quello dell’industria alimentare.

E’ il caso degli alimenti funzionali in inglese: ”Functional Food” hanno una storia abbastanza recente, infatti la loro origine li riporta al lontano Giappone, è infatti, nel paese del Sol Levante, che a partire dagli anno  ’80, furono inventati.

Chiamati anche FOSHU (foods for specified health use), cioè alimenti per specifici usi “salutari”, furono prodotti per soddisfare determinate esigenze salutistiche del popolo nipponico.


Che cosa sono e a cosa servono?

Rappresentano una categoria ben distinta rispetto a quelle più conosciute e più note, si differenziano anche dagli alimenti arricchiti di vitamine o sali minerali, possono essere destinati a gruppi ristretti di persone o, più genericamente, all’intera popolazione, non sono da confondere con alimenti dietetici, non sono pillole o bustine.

Sono dei cibi che influenzano, migliorandolo, il sistema immunitario, aiutano a prevenire o controllare determinate malattie cardiache, sono di supporto per stimolare l’assorbimento di vitamine e sali minerali, ridurrebbero l’invecchiamento cellulare.

Solo dopo aver provato di appartenere a una delle suddette categorie e dopo l’approvazione da autorità scientifiche specifiche,Alimenti funzionali in Giappone possono essere commercializzati. Quindi, prima della commercializzazione dovranno essere compiute tutta una serie di prove scientifiche che ne attestino la reale azione, positiva.

La ragione per cui il Giappone li ha creati è di tipo socio-economico; come in altri paesi del mondo, Italia compresa, le aspettative di vita delle persone anziane sono nettamente migliorate, questo ha però un effetto a cascata a livello sanitario, infatti se è vero che si vive di più è altrettanto vero che qualche acciacco in più si può avere, soprattutto patologie croniche, come ad esempio, l’osteoporosi, le artriti, ecc.
Ecco che lo Stato si trova a dover fronteggiare delle spese mediche maggiori rispetto a mezzo secolo fa.

Per ridurre o comunque contenere la spesa pubblica, il governo supportato dall’industria alimentare ha deciso, di incoraggiare l’uso di questi alimenti, affiancandoli a uno stile di vita e di alimentazione sana ed equilibrata.

In Giappone vigono delle norme legislative ben precise per la commercializzazione di questi prodotti, che ne delineano gli effetti derivati da un corretto uso, all’interno della propria dieta abituale. Sono approvati dal Ministero della Salute e da quello del Welfare.

In Europa invece, non esiste a oggi una normativa simile, un alimento in Europa, per esser definito “Functional food” deve dimostrare comunque di avere degli effetti benefici su organismo, e i cosiddetti “health claims” cioè le etichette degli alimenti salutistici, devono essere espresse in modo chiaro, per dare al consumatore informazioni reali, pratiche e soprattutto veritiere.
Ultimamente in Italia sta emergendo sempre di più l’ipotesi di creare un marchio che identifichi e distingua chiaramente questi prodotti salutistici dagli altri, in modo che il consumatore li sappia immediatamente riconoscere.


Functional Food


Quali sono gli alimenti funzionali?

Gli yogurt contenenti probiotici e/o prebiotici, il cui fine a seguito del consumo è quello di migliorare la funzionalità intestinale e di conseguenza la salute dell’intero organismo. Alcune margarine alle quali sono stati aggiunti fitosteroli; in questo caso il fine è abbassare il livello di colesterolo LDL, e il rischio di malattie cardiovascolari, e ancora uova arricchite di Omega 3, per controllare l’ipertensione.




Esistono poi alimenti di uso comune e quotidiano, che svolgono queste funzioni, a tal riguardo è possibile differenziarli in due categorie:

  • Alimenti che migliorano una particolare funzione fisiologica, senza però avere un particolare effetto contro una malattia, es il caffè, ha effetti positivi sullo stato cognitivo.
  • Alimenti che riducono il rischio di sviluppare una malattia, come ad esempio il licopene, contenuto nei pomodori, avrebbe un effetto antiossidante contro lo sviluppo delle cellule tumorali.

Resta in conclusione, sempre un semplice consiglio, che vuole andare al di là degli alimenti in oggetto, ma che si lega semplicemente al vecchio e tradizionale sapere del mangiare bene, equilibrato, ad esempio seguendo la dieta mediterranea ricca in modo naturale di omega3, fitosteroli, e altre sostanze utili per il buon funzionamento generale del nostro organismo, una buona dieta andrà poi sempre sostenuta da attività fisica moderata ma costante.

Di © Riproduzione Riservata
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