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Il sonno

Dormire non è affatto superfluo, è anzi una preziosissima attività per il benessere psicofisico di ogni individuo.

Ovidio, il poeta latino, diceva “Che cos’è il sonno se non l’immagine della gelida morte?”. Senza nulla togliere alla sua affermazione, il paragone tra sonno e morte è quanto di più lontano dalla realtà si possa immaginare. Dietro alla facciata di inerzia totale che caratterizza il sonno ferve invece un’intensa attività fisiologica e il cervello non va affatto in pausa.

Tutta la notte fase per fase
In base alle caratteristiche delle onde elettriche cerebrali, nel sonno sono state differenziate cinque diverse fasi.
Una prima distinzione viene effettuata tra il sonno REM, chiamato così perché caratterizzato da movimenti a scatto degli occhi (in inglese Rapid Eye Movement), e il resto del sonno non REM. Quest’ultimo è suddiviso in quattro stadi, nel corso dei quali l’attività elettrica cerebrale si modifica progressivamente, passando dai ritmi tipici della veglia a quello più tipico del sonno profondo, e parallelamente aumenta la soglia di risveglio, cioè diminuisce la probabilità che i normali stimoli ambientali riescano a ripristinare la vigilanza.

Ragazza che dorme
La suddivisione del sonno in stadi
In condizioni normali, il sonno avviene secondo una sequenza ordinata, costituita dai quattro stadi non REM, seguiti da un periodo REM. Il ciclo completo dura in media 90-110 minuti e se il sonno prosegue, si ripete cominciando da capo. Durante la notte però aumenta la durata del sonno REM e diminuiscono gli stadi III e IV.
Lo
stadio I, corrisponde a un sonno leggero. Al suo esordio si possono verificare brevi allucinazioni e contrazioni improvvise dei muscoli, anche associate alla sensazione di star per cadere, che causano risvegli improvvisi. Poi il tono muscolare e la sensibilità agli stimoli ambientali diminuiscono a poco a poco e permangono i movimenti lenti degli occhi.
Nello
stadio II i movimenti oculari si arrestano e la percezione degli stimoli esterni scompare del tutto. Circa la metà del tempo trascorso a dormire è costituito da questo tipo di sonno.
Negli stadi III e IV il sonno si fa via via più profondo, è più difficile svegliarsi e se avviene ci si può sentire disorientati per qualche minuto. È in questi stadi che i bambini che ne soffrono, possono andare incontro a episodi di enuresi, incubi e sonnambulismo. Durante il sonno non REM, l’organismo entra progressivamente in una condizione generale di riposo: le attività viscerali rallentano, la frequenza cardiaca e respiratoria diminuiscono, la pressione si abbassa e la temperatura del corpo scende. Nel sonno REM, invece, la situazione è opposta, i processi fisiologici subiscono un’attivazione e compaiono movimenti oculari rapidi. È più una condizione simile alla veglia, è la fase in cui si verifica la maggior parte dei sogni, i più complessi, bizzarri e ricchi di esperienze sensoriali e coinvolgenti emotivamente.

Sbadiglio assonnato
Utile e benefico

Durante il sonno non solo il cervello rimane acceso, ma anche alcuni organi e apparati si modificano durante le varie fasi del sonno e ci sono alcuni processi fisiologici, come la produzione di alcuni ormoni, che avvengono esclusivamente mentre si dorme. Il sonno comunque non ha l’unica funzione di rigenerare, ma mentre dormiamo si riorganizzano i processi psichici più complessi. Basta pensare alla qualità delle proprie performance fisiche e mentali dopo una notte insonne. Una riduzione drastica del sonno provoca una riduzione del metabolismo nelle aree del cervello responsabili dell’elaborazione degli stimoli sensoriali, la temperatura cala drasticamente, e si rilevano disturbi cardiovascolari, psichici e del sistema immunitario.

Quanto bisogna dormire?
Bambini 0-1 mese = fino a 18 ore

Bambino che sbadigliaBambini 1-12 mesi = 1-18 ore

Bambini 1-3 anni = 12-15 ore

Bambini 3-5 anni = 11-13 ore

Bambini 5-12 anni = 9-11 ore

Adolescenti = 8-9 ore

Adulti = 7-8 ore

Donne gravide = 8-9 ore

Di © Riproduzione Riservata
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