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Attenzione al social jet lag: quando si dorme poco nei giorni lavorativi e troppo nel week end

Dormire poco durante la settimana e troppo nei week end può portare un disallineamento circadiano, ovvero un'alterazione del nostro orologio biologico

Attenzione al social jet lag: quando si dorme poco nei giorni lavorativi e troppo nel week end

Chi viaggia spesso da un continente all'altro, a causa del cambiamento di fuso orario, può soffrire facilmente di jet-lag manifestando disturbi del sonno e stanchezza.
Tuttavia, secondo gli studi di Till Roenneberg, professore di cronobiologia, molte persone possono lamentare sintomi simili anche senza spostarsi dal proprio Paese. Ciò è dovuto al fatto che alcuni individui hanno un sonno sbagliato: dormono poco e male durante la settimana e cercano di recuperare nel fine settimana stando a letto troppe ore.
Till Roenneberg ha definito questo disallineamento circadiano Social Jet-Lag.

Credits: Foto di @congerdesign | Pixabay
Un fenomeno moderno

Ognuno di noi è geneticamente predisposto a dormire più o meno ore e soprattutto c'è chi è più nottambulo e la mattina si alza tardi, e chi, invece, si corica un po' prima la sera ed è già attivo le prime ore del giorno.
Al di là, però, delle predisposizioni genetiche i ritmi lavorativi del mondo di oggi, i numerosi stimoli esterni e l'avvento dei social network hanno cambiato nettamente le abitudini del sonno.
Il social jet-lag è infatti un fenomeno moderno che colpisce chi studia o lavora fino a tarda notte, chi esce sempre la sera facendo le ore piccole e chi trascorre le ore notturne con il cellulare o il computer in mano.
E spesso per cercare di recuperare il sonno perso durante la settimana, nel week end si stravolgono nuovamente i ritmi, svegliandosi molto tardi la mattina.

Cosa accade al nostro orologio biologico
Coricarsi ed alzarsi ad orari diversi in base al giorno della settimana costringe il nostro corpo ad adattarsi a due fusi orari: quello del nostro orologio biologico che segue i ritmi circadiani e quello dettato dalla vita sociale e lavorativa.
Questo disequilibrio però non va sottovalutato perché la carenza di riposo a lungo andare può causare diversi problemi.
Lo conferma anche l'Aims, Associazione Italiana Medicina del Sonno  che ha osservato gli effetti del social jet-lag.
Tra i principali rischi ci sono disturbi cardiaci, obesità, diabete di tipi 2, ansia e depressione che purtroppo sono quelli di chi è costretto a lavorare su turni e a cambiare settimanalmente il suo bioritmo.

Credits: Foto di @Free-Photos | Pixabay
Come non cadere in questa trappola
Chi non è costretto a modificare le proprie abitudini per questioni lavorative (turnisti, medici, infermieri, piloti, etc..), ed è colpito da tale sindrome deve riconciliarsi con il proprio corpo.
Iniziare a tenere in considerazione il proprio orologio biologico ascoltando i segnali che ci invia è fondamentale se non vogliamo avere problemi di salute.
Per un buon sonno bisogna cercare di andare a dormire ed alzarsi sempre alla stessa ora (che si tratti del week end o della settimana), spegnere cellulare e tv, evitare caffè, alcolici e cibi pesanti la sera.
Infine un'ora prima di andare a dormire assumere melatonina con l'aggiunta di vitamine e magnesio che aiutano a regolare il sonno e a risvegliarsi tonici ed energici.

Di , © Riproduzione Riservata
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