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Rimedi contro le punture di animali

Con l'arrivo della bella stagione si iniziano le gite all'aria aperta e le giornate in spiaggia. Cosa fare però nel caso di punture di animali? Ecco qualche rimedio utile

Rimedi contro le punture di animali

Quando arriva l’estate, si sa, è tempo di viaggi e proprio durante una passeggiata o un’escursione più impegnativa è possibile fare degli spiacevoli incontri, ad esempio incrociare sul proprio cammino, ragni, vespe, api o se si è al mare meduse o ricci. In tutte questi casi, incappare in una puntura più o meno dolorosa è un evento che nessuno si augura ma che è bene prevenire, e in caso sfortunato saper curare.

Vediamo caso per caso come affrontare l’incontro ravvicinato con i piccoli insidiosi amici insetti.


Punture di ragni
Gita in campagna, cosa potrebbe riservarci, stare a piedi nudi su un prato o raccogliere fiori e bacche profumate? Ad esempio un contatto con un ragno, per fortuna in Italia non esistono ragni particolarmente pericolosi, insomma non incontreremo mai una tarantola, ma anche un piccolo e “innocente” ragnetto può pungere e il nostro ditino inizierà a gonfiare, a dolere e sentiremo un progressivo prurito causato dal veleno iniettato che spesso può causare il classico “ponfo”. Disinfettate subito il punto in cui siete stati punti, poi eventualmente mettete una pomata antistaminica, se il ponfo cresce a dismisura e siete soggetti particolarmente portati ad avere manifestazioni cutanee esagerate, consultate il vostro medico.
È sempre bene, comunque portare con sé, nello zaino, cerotti, acqua ossigenata e una garza sterile, e una pomata tipo il polaramin, o un equivalente, non pesano e al momento del bisogno tamponano a sufficienza il piccolo danno.


Credits: Foto di @bergadder | Pixabay
Punture di vespa
Scena tipica sia del mare, sia della campagna, essere punti da una “simpatica” vespa. Prima di tutto niente panico e agitazione, il dolore lo so è intenso, direi “pungente”,  l’ho provato quest’estate in spiaggia e onestamente non è stato piacevole, cosa fare?
Se siete sposati, molto bene, via la fede dal dito, spingitela con forza proprio sul pizzico, sembrerà un rimedio da nonna suonata ma credetemi funziona perché il metallo chiude il veleno iniettato, non permettendogli di espandersi, nei tessuti circostanti.
Un altro rimedio è di immergere la parte colpita in un rinfrescante bagno a base di bicarbonato di sodio. Se a pungere è stata più di una vespa, i rimedi non cambiamo, e anche qui forse sarà il caso di usare una crema antistaminica o cortisonica, dipende dalla reazione personale.

Punture di api
Se è un’ape a pungere, beh prima di tutto mi spiace per lei, poiché a differenza delle vespe che tenacemente possono permettersi il lusso di pungere svariate volte senza “perdere pezzi”, l’ape se punge lo fa una sola volta e poi muore, poiché a seguito della puntura perde il pungiglione e i visceri a esso collegati. In linea generale le api non hanno la tendenza a pungere, salvo che non si sentano in qualche modo in pericolo. A seguito della puntura, gonfiore, dolore, prurito e in alcuni casi o nei bambini, senso di vertigine e in casi eccezionali shock anafilattico.
Sarà necessario togliere il pungiglione con il sussidio di una lama, prima lavarsi sempre bene le mani, togliere il pungiglione, poi rinfrescare abbondantemente la parte con acqua molto fresca (avere sempre con se una borraccia è una buona idea, che al momento non soddisfa solo la sete), poi applicare creme adeguate.

Punture di tafani e calabroni
Stesso medesimo procedimento se si venisse punti da un tafano, o calabrone, in quest’ultimo caso non è da pensare che il calabrone sia più “velenoso” di una vespa o di un’ape solo perché è più grosso, ma una verità è che il dolore e soprattutto il gonfiore post puntura perdureranno più a lungo, anche qui è bene mettere  del ghiaccio sulla puntura, quanto prima possibile.

Credits: Foto di @timvb1990 | Pixabay
Puntura di riccio di mare
E se a pungervi è un riccio di mare? In questo caso, lasciare il piede o la mano, a mollo in acqua dolce, per favorire la fuoriuscita naturale degli aculei, per quelli che proprio non ne vogliono sapere, allora procedere con delle pinzette, per cercare di evitare che si possa formare del pus.

Punture di meduse
Ultimo incontro poco piacevole e pungente che potete fare se siete al mare è con le meduse, belle sicuramente ma poco simpatiche e urticanti se incautamente sfiorate. Anche in questo caso è bene sciacquare la parte colpita con abbondante acqua dolce, poi tanto ghiaccio, per sentire meno il bruciore e controllare l’espansione dell’edema e in ultimo applicare una preparazione antistaminica.

In tutti i casi di punture è sempre comunque consigliabile consultarsi con il proprio medico o recarsi in farmacia, poiché ognuno di noi può reagire in modo diverso anche di fronte alla più piccola puntura.

Di , © Riproduzione Riservata
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