Home » Salute » Benessere » Riflessologia plantare, il benessere comincia dai piedi

Riflessologia plantare, il benessere comincia dai piedi

La riflessologia plantare basa la propria filosofia sul fatto che i piedi sono in stretto contatto con tutti i punti del corpo. Massaggiando alcune zone del piede si possono prevenire e curare determinate patologie in tutto il corpo.

Riflessologia plantare, il benessere comincia dai piedi

I piedi sono molto importanti per la nostra salute, basti pensare che il modo di camminare, di muoversi incide moltissimo sulla nostra colonna vertebrale e non solo! Poiché proprio in quella parte finale del nostro corpo, a cui spesso diamo poca importanza in realtà si celano molti segreti legati al benessere e la riflessologia ci insegna tutto questo.
Dei piedi è necessario sapere che è bene averne cura, curarli, non sentirli e accorgersi di loro solo alla fine della giornata (giusto perché li abbiamo rinchiusi in comode ma modaiole scarpe).

Cosa è la riflessologia plantare?
La riflessologia plantare parte dal  principio che il piede non è scollegato dal resto del corpo, ma anzi è in stretto rapporto con esso. Il massaggio ai piedi compiuto con i pollici è quella particolare tecnica di massaggio grazie alla quale si può riequilibrare l’energia e il benessere nel nostro corpo, prevenendo e curando anche particolari patologie.
I piedi hanno molte terminazioni nervose che, se stimolate correttamente, “parlano, comunicano” con il cervello, il quale a sua volta risponde!

Credits: Foto di @Milius007 | Pixabay
L’operatore nella seduta di riflessologia plantare compie delle specifiche pressioni sulle zone del piede in corrispondenza di quella che è una  mappa dei punti riflessi.
Possiamo sintetizzare la mappa plantare in questo modo:

  • le dita corrispondono alla testa
  • il calcagno è collegato con il bacino.
  • i due piedi corrispondono alle nostre due metà del corpo, comprensive di organi interni.

Cosa succede quando un determinato punto è toccato dal massaggio?
Può manifestarsi piacere, indifferenza, ma anche fastidio. A questo punto è necessario individuare l’eventuale disfunzione o problema che causa il malessere. Il fine è quello di arrivare al giusto equilibrio psicofisico.


Cosa si deve fare per diventare operatore di riflessologia plantare?
Frequentare un corso specifico, qualificato, riconosciuto, tutto ciò dal punto di vista professionale, mentre dal punto di vista personale sarebbe necessario avere una propensione all’approccio olistico, un atteggiamento psicologico aperto e dinamico, capacità di ascolto, sensibilità, buona manualità, empatia, conoscenze fisiologiche.

A cosa serve la riflessologia plantare?
Soprattutto per allentare le tensioni, per diminuire lo stress quotidiano, per riportare l’equilibrio dell’organismo soggetto a mille stimoli da parte dell’ambiente circostante, dalle emozioni forti, dalle delusioni, etc.

Storia della riflessologia plantare
La riflessologia plantare era conosciuta millenni fa, ad esempio in Egitto, nella necropoli di Sakkara, è stato ritrovato  un reperto che “parla” dell’uso della riflessologia podalica. E’ un affresco raffigurante un massaggio delle mani e dei piedi.
Tecniche simili sono presenti anche tra i  pellerossa del Nord America, nella civiltà indiana, mentre da noi in Occidente la medicina tradizionale ha conosciuto le  potenzialità di questa disciplina da pochi decenni.
Fu il dottor William Fitzgerald, americano, che studiò le tecniche di digitopressione cinesi. Dopodiché, Fitzgerald ideò la teoria c.d. "zonale", che non trovando la giusta comprensione da parte del mondo accademico cadde nel nulla. Fu poi il dottor Joe Shelby Riley, prima e Eunice D. Ingham, poi, che ripresero il lavoro  di Fitzgerald, e nel 1938 fu pubblicato il libro intitolato "Le storie che i piedi possono raccontare". Da qui nacque la prima scuola di riflessologia.

Credits: Foto di @OSTC | Pixabay
Riflessologia plantare da soli
Pensate che a detta degli esperti del settore, sarebbero sufficienti solo quindici minuti al giorno da dedicare alla cura dei nostri piedi, per ottenere un sicuro benessere psico-fisico ad esempio attuando un semplice l’automassaggio ai nostri piedi in questo modo prenderemmo  confidenza con il nostro corpo.
La posizione più corretta da assumere è quella seduta con la schiena ben dritta, la caviglia va appoggiata sulla coscia. L’automassaggio migliora sia la circolazione sanguigna sia il tono muscolare.

Qualche sito per i più curiosi?

www.riflessologiaplantare.org. e  www.riflessologiazu.it.
Per le scuole:  www.olisticmap.it, qui  troverete elenco delle scuole che erogano corsi di riflessologia plantare.

Di , © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da topolino1963
     

    sono un riflessologo plantare,condivido l articolo scritto,a volte nn condivido i medici che ci considerano come dei santoni,quando l obbiettivo è raggiungere equilibrio psicofisico,riequilibrando i campi energetici

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami