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Pet therapy con foche e leoni marini

Curarsi dalle malattie con l'aiuto di animali è ormai cosa nota, ma finora nessuno aveva mai pensato a farlo con foche e leoni marini, eppure funziona.

Pet therapy con foche e leoni marini

Che la pet therapy fosse efficace nel trattamento di molte malattie è risaputo da tempo, ma che nella cura di alcuni disturbi venissero in aiuto foche e leoni marini è una sperimentazione recente. Lo studio è durato un anno, all'interno di un parco acquatico di Roma, e ha dimostrato che questi animali possono portare molti benefici, in particolare nei bambini che soffrono di autismo. Vediamo come.

Stimolare la curiosità
Nei bambini con una disabilità o un disturbo psichiatrico e che hanno difficoltà a rapportarsi con il resto del mondo è necessario favorire una grande emozione affinché questi abbiano dei rapporti con l'esterno. Per esempio la curiosità di un bimbo autistico che è chiuso in se stesso e non mostra interesse nei confronti di niente, può essere sollecitata dall'incontro con animali strani, quali il leone marino e la foca. Stare insieme a veri e propri giganti del mare può rappresentare uno shock positivo per un bambino autistico, che spesso sente la necessità di comunicare a chi ha al suo fianco l'emozione che sta vivendo, stabilendo così un rapporto con un'altra persona.

Il rapporto bambino-animale
Pet therapy foche e leoni di mareIn questo tipo di cura è sempre necessario il supporto del terapeuta, a sua volta assistito dal veterinario o dall'addestratore. Il primo contatto con i leoni marini e le foche di solito avviene da dietro il vetro della vasca; poi pian piano il terapeuta avvicina il bambino, prima lasciandolo a breve distanza da loro, poi facendogli dare da mangiare e infine permettendogli di toccarlo e accarezzarlo.
Ovviamente, come negli altri casi di pet therapy, il solo contatto con l'animale non rappresenta la guarigione completa, ma sicuramente è un supporto alla cura.

L'animale come mediatore
La pet therapy è un metodo di cura estremamente dolce e da parte del terapeuta non c'è nessuna forzatura. L'animale ha il ruolo di mediatore emozionale, perché grazie ad esso il medico ha la possibilità di entrare nella mente di chi ha di fronte, capendone problemi e disagi. L'aspetto fondamentale della cura con gli animali è che tra paziente e animale si crei un rapporto.
Attualmente qesto tipo di pet therapy prevede un incontro a settimana, ma non si esclude la possibilità di organizzare programmi intensivi di 15-20 giorni.

Pet therapy foche e leoni di mare

La comunicazione
Gli animali non usano la parola, ma altre forme di comunicazione, e il bambino con leoni marini e foche esercita un linguaggio non verbale che stimola nell'autistico un'apertura verso il mondo, presupposto fondamentale perché riesca ad avere le competenze linguistiche per potersi rapportare con altre persone. La scelta di questi animali si basa su due fattori: da una parte, trattandosi di mammiferi, hanno sviluppato una forma evoluta di comunicazione e poi foche e leoni marini vivono in acqua, primo elemento con cui l'uomo entra in contatto nel grembo materno.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  pet therapy  
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