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Morfina con ricetta

Se fino a qualche settimana fa, per avere la morfina e altri oppiacei serviva una prescrizione speciale, oggi sarà sufficiente la richiesta del medico curante

Morfina con ricetta

Con il decreto firmato dal vice-ministro della salute, Ferruccio Fazio, cade una delle barriere burocratiche che rendevano difficile procurarsi un antidolorifico efficace, usato dalle persone malate di tumore e da chi soffre di dolori cronici e invalidanti: la morfina sarà disponibile all'acquisto con una semplice ricetta del proprio medico.

Cosa è cambiato
Prima del decreto, per procurarsi la morfina occorreva una prescrizione rilasciata con la cosiddetta “ricetta a triplo ricalco” un modulo speciale che anche i medici stessi avevano difficoltà a procurarsi. Questo sistema creava però complicazioni a livello burocratico e rendeva difficile procurare il farmaco per i malati sofferenti di dolore cronico serio, alcuni in fase terminale. Ora invece sarà possibile presentare una ricetta normale per la morfina in cerotti e compresse. Resta l’obbligo di ricetta a triplo ricalco per le formulazioni iniettabili a base di questa sostanza e per i cosiddetti detossificanti, come il metadone, cioè per quei farmaci usati per favorire la disassuefazione dagli stupefacenti.

Un oppioide per alleviare la sofferenza
La morfina è un alcaloide estratto dall’oppio che possiede proprietà curative, ma anche tossiche se si eccede con la quantità assunta. Sono alcaloidi anche la cocaina, la caffeina e l’atropina. La morfina viene usata come potente analgesico e la somministrazione di 10 mg per iniezione riduce il dolore dell’80%. Per questo motivo si utilizza per trattare il dolore cronico di intensità medio alta, come quello che percepiscono i malati di tumore in fase terminale, ma anche le persone soggette a fibromialgia, lombalgia o per il fuoco di Sant’Antonio. La morfina stimola la produzione di un neurotrasmettitore chiamato dopamina che alza la soglia del dolore e aumenta la sensazione di benessere. Quindi non diminuisce il dolore oggettivo, ma ne riduce la percezione; perciò la persona ha la sensazione del dolore, ma riesce a distaccarsene riuscendo a sopportarlo più facilmente. L’azione sul sistema nervoso causa anche uno stato transitorio di eccitazione, al quale subentra una forma di prostrazione e sonnolenza.

Gli effetti collaterali degli oppiacei
L’effetto collaterale più pericoloso è una potente azione depressiva sull’apparato respiratorio. Se si abusa di morfina e ci si intossica, si può morire per paralisi respiratoria. Per questo motivo il farmaco non si usa nelle persone soggette ad asma, enfisema e disturbi della respirazione. Altri effetti sono la nausea, il prurito e la stanchezza. Non va sottovalutata nemmeno la dipendenza fisica e psichica che la morfina comporta. Se la somministrazione viene bruscamente interrotta, la persona ne avverte la mancanza e può avere disturbi depressivi. Infine, causa assuefazione: se la si prende per molto tempo finisce per non fare più effetto ed è necessario aumentare la quantità.

Altri derivati dall’oppio
Oltre alla morfina, dall’oppio si possono ricavare altri alcaloidi presenti nei medicinali:

  • la Codeina usata per calmare la tosse;
  • la Papaverina: un sedativo della muscolatura liscia, usato per gli spasmi intestinali.

Di © Riproduzione Riservata
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