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Melissa officinalis

Quante volte entrando in cucina e iniziando a preparare un buon pranzetto o una saporita cenetta, aggiungiamo nelle pietanze erbe varie tra cui rosmarino, salvia, il profumato timo e, perché no, la gradevolissima melissa

Melissa officinalis

La melissa è una pianta erbacea spontanea, rustica, amata dalle api, ecco il motivo per cui i greci la chiamavano con questo nome, per ricordarsi della sua dolcezza, amata appunto da chi di dolce se ne intende.

In Italia, così come nell’Europa meridionale e in Asia, si può raccogliere nelle zone all’ombra, così come accanto alle siepi, ma c’è chi crea in giardino un angolo profumato dedicato alle erbe aromatiche, tra cui anche la melissa.

Caratteristiche generali della pianta e coltivazione
La melissa raggiunge dai 40 fino ai 100 cm di altezza, le foglie sono di un bel colore verde intenso sulla superficie, mentre verde chiaro sulla parte inferiore, ricordano quelle dell’ortica e il profumo invece evoca l’aroma del limone, ecco perché è impossibile confondersi con altre piante aromatiche!
A giugno iniziano a sbocciare i suoi piccoli fiori, di colore bianco, con sfumature rosa pallido e di forma campanulata.
La sua coltivazione è effettuata anche a livello industriale, oltre che in un semplice giardino, ciò permette alle foglie e ai fiori freschi di essere raccolti due volte l'anno e distillati; si ottiene così l'essenza di melissa, usata in svariati modi dalla profumeria fino alla preparazione dell’assenzio, o dell’Arquebuse.
Per un buon risultato nella coltivazione è da preferire una zona parzialmente ombrosa, mentre la semina si effettua in primavera; inoltre è possibile anche moltiplicare la pianta per divisione dei cespi, sistemando poi le piantine ad una distanza di 30cm una dall’altra.

Credits: Foto di @ivabalk | Pixabay

 

Uso della melissa
La pianta va tagliata quando è ancora in fiore, preferibilmente seguendo il corretto tempo balsamico e la corretta ora del giorno, si legano poi i rami in piccoli fasci e si appendono a testa in giù in un locale fresco e asciutto permettendo in questo modo l’essiccatura.
Le foglie fresche si usano per insaporire insalate, minestre o carni, mentre i fiori secchi si usano per preparare decotti o infusi. Già anticamente i frati e i monaci li usavano un tempo e ancora oggi per preparare ricette medicamentose e aromatiche.
In fitoterapia la melissa è usatissima per calmare gli stati d’ansia, soprattutto quando la persona soffre di irrequietezze o gastriti, ma è anche valida come rimedio naturale per curare l’emicrania; le foglie fresche si usano per trattare l’herpes simplex e quello labiale.
È consigliabile, come sempre, confrontarsi con il medico, perché l’uso della melissa può avere delle controindicazioni, ad esempio in chi soffre di problemi di tiroide, di glaucoma e ipotiroidismo, anche se si prendono barbiturici, ed è consigliabile non assumerla se si usa la passiflora o l’iperico.
Vale sempre la regola che durante la gravidanza e l’allattamento è meglio evitare l’uso di erbe medicinali.

Di © Riproduzione Riservata
TAG  melissa  
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