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Incontinenza adulti

Un disturbo più diffuso di quel che si pensa, ma facilmente risolvibile se necessario.

Incontinenza adulti

Sempre più spesso in televisione si vedono pubblicità di prodotti per l’incontinenza degli adulti: questo è un disturbo più diffuso di quel che si crede, di cui spesso non si parla per vergogna, ma che può essere gestito senza problemi.
Chi ne viene colpito? E’ un problema permanente o che si può risolvere? Ed eventualmente cosa bisogna fare, per evitare che l’incontinenza impedisca alle persone di svolgere una vita normale? Meglio sapere per risolvere, quindi in questo articolo proveremo a dare alcune spiegazioni.

Cosa significa essere incontinente
Per spiegare il concetto di incontinenza, bisogna tenere presente cosa significa continenza. Un individuo è continente quando è in grado di defecare e urinare se ne sente la necessità e riesce a trattenere i bisogni finché non ha identificato e raggiunto un luogo appropriato dove poterli fare. Se una di queste condizioni non si realizza è possibile che la persona sia incontinente o lo diventi nel tempo. Si tratta di un disturbo diffuso che coinvolge circa 2 milioni di persone in Italia, nonostante siano molte le persone a tenerlo nascosto, per vergogna. L’incontinenza diventa un problema invalidante perché impedisce agi individui di svolgere anche le più semplici azioni quotidiane e soprattutto condiziona psicologicamente.

Chi colpisce
Le persone a rischio incontinenza non sono soltanto gli anziani, ma anche le donne che hanno avuto parti plurimi, travagli lunghi e difficili, i disabili. Nonostante vengano colpiti entrambi i sessi, sono le donne ad avere una maggiore probabilità di diventare incontinenti rispetto agli uomini, e soprattutto incontrano il problema più precocemente.
Molto spesso l’incapacità di trattenere l’urina o le feci dipende da un indebolimento del pavimento pelvico o da un blocco dell’uretra o dalla diminuzione del tono sfinterico. Altre cause possono essere le infezioni dell’apparato urinario o vaginale, la debolezza muscolare, le malattie nervose e l’effetto secondario di alcuni farmaci o interventi chirurgici. Particolarmente colpite le donne incinte e in menopausa a causa del rilassamento dei tessuti uterini che portano al cambiamento delle mucose interne.

Le diverse forme di incontinenza
L’incontinenza può essere di diversi tipi: da sforzo, da urgenza, mista e da rigurgito.

  • L’incontinenza da sforzo avviene quando tossendo, correndo, ridendo, saltando aumenta le pressione della vescica ma, a causa di un indebolimento delle pareti uretrali, la contrazione riflessa è inadeguata. A soffrire di questo tipo di incontinenza sono soprattutto le donne che hanno appena partorito o quelle in menopausa.
  • L’incontinenza da urgenza, invece, è la perdita involontaria di urina associata ad uno stimolo impellente allo svuotamento della vescica. La persona sa di dover urinare ma non riesce a trattenersi. Può essere causata da lesioni cerebrali e infezioni, come le cistiti.
  • L’incontinenza mista, si presenta in entrambi i sessi ed è caratterizzata dal bisogno di urinare frequentemente (più di 8 volte in 24 ore) senza che vi sia un aumento della produzione di urina; presenta le stesse caratteristiche delle prime due.
  • L’incontinenza da rigurgito, si verifica quando la vescica si riempie oltre la sua capacità. Di solito, nei soggetti che ne sono affetti si manifesta un costante o frequente gocciolamento di piccole quantità di urina. Inoltre, questi soggetti non sono mai soddisfatti dello svuotamento della vescica.

Cure
Quando ci si accorge di soffrire di incontinenza è fondamentale rivolgersi tempestivamente ad un medico, un urologo di solito, che prescriverà una serie di esami da fare per capire quale tipo di incontinenza si ha ed il grado del danno. Solo in questo modo potrà poi prescrivere il trattamento adeguato. Attualmente ci sono tre tipi di cure: la terapia chirurgica, quella farmacologica e la rieducazione del pavimento pelvico.

Di © Riproduzione Riservata
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