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Ginnastica della felicità secondo Christian Boiron

E' stata fatta una ricerca sulla possibilità ad allenarsi ad essere felici, quindi la felicità è anche esercizio?

Ginnastica della felicità secondo Christian Boiron

Siamo tutti fatti per essere felici.
Non è un nuovo slogan pubblicitario, neppure la marca di qualche prodotto, ma è semplicemente il titolo di un libro, di un percorso iniziato con il libro di Christian Boiron, figlio del fondatore dell'omonima azienda farmaceutica omeopatica francese che pur mantenendo la presenza in azienda, ora si dedica al 'benesserè in senso più alto.
Cosa è veramente la felicità? Possiamo allenarci ad essere felici?
Si è cercato di darne una spiegazione, una definizione, anche con l'aiuto di una ricerca scientifica che Boiron, in collaborazione con l'Università di Siena, ha da poco concluso. Si sono stesi i primi risultati decisamente interessanti, grazie a questa ginnastica per essere felici. Una serie di esercizi che tutti possiamo fare e ricavarne un aiuto.

Di fronte alla domanda 'cosa è la felicità?' la risposta non è così facile come sembra. Soprattutto perché spesso felicità è confusa con il piacere che però non è strettamente la stessa cosa.


Credits: Foto di @absolutvision | PixabayTeoria dei tre cervelli
Innanzitutto Christian Boiron ha sposato la teoria dei diversi cervelli, ovvero che in tutti gli esseri dotati di cervello possiamo trovare il cervello rettiliano, fatto coincidere con l'ipotalamo, il cervello limbico, detto anche della memoria programmante e, ma solo ed unicamente nell'uomo, il cervello neocorticale prefrontale, fatto coincidete con l'intelligenza.
Quindi negli esseri umani i cervelli sono 3 ed ognuno di essi genera piacere e sofferenza, e in base a queste emozioni corrispondono delle azioni ben precise. Il piacere fisico (rettiliano) è la tutela della sopravvivenza (si sta lontani da ciò che ci danneggia fisicamente), il piacere psichico (limbico) ci rende dei soggetti collocati in gruppi e/o strutture sociali (gratificazioni di posizione sociale e lavorativa) mentre il piacere neocorticale ci guida a cercare la propria strada, a raggiungere un livello superiore del proprio essere, la felicità.

Differenza tra felicità, piacere e gratificazione
Quindi attenzione a non confondere il piacere che si prova mangiando una fetta del nostro dolce preferito con la felicità, oppure la gratificazione che sentiamo quando il nostro superiore ci dice che siamo stati bravi o ci premia con un aumento di stipendio. La felicità è altro, svincolata dalla ricchezza, dallo stato sociale, dalla bellezza, ma è la consapevolezza di se stessi, è un sorriso interiore indipendente da quello che succede all'esterno e facendo parte della nostra struttura fisica e biologica, dobbiamo cercarla e allenarci ad esserlo, esiste quindi una specie di ginnastica per essere felici. E se siamo felici noi possiamo anche far felici gli altri. Queste sono le teorie di Christian Boiron.

Credits: Foto di @lazare | PixabayLa ricerca
La Fondazione Holiversity, in collaborazione con Boiron e con l'Università di Siena sotto la direzione scientifica del Dottor Enrico Cheli, psicologo e sociologo, docente nella medesima università hanno voluto verificare se un metodo come la ginnastica della felicità può veramente generare cambiamenti interiori positivi rilevabili con metodi scientifici.
Due gruppi di volontari di circa 40 persone ciascuno si sono prestate a questa ricerca durata 6 mesi: il primo gruppo ha letto il libro, studiato e praticato i consigli contenuti in esso, hanno fatto alcuni incontri con dei coach e anche fatto un corso esperienziale di 3 giornate; il secondo gruppo non ha svolto nessuna attività, fungendo da gruppo di controllo/misurazione.

Le conclusioni

  • il metodo di applicazione della 'ginnastica della felicità' di Boiron, applicata in questa ricerca ha generato numerosi cambiamenti positivi sul piano emozionale e comportamentale

  • i primi cambiamenti si sono già verificati dopo la lettura del libro durante il primo mese, ma il maggior effetto si è ottenuto con l'aggiunta del corso esperienziale

  • i cambiamenti sono di entità superiore rispetto a qualsiasi azione generata dalla casualità e di numerica tale da superare i test di significatività statistica

  • questi cambiamenti e la loro entità rinforzano l'ipotesi secondo cui con delle metodologie e dei supporti si possa anche imparare ad essere felici.

Certamente su queste conclusioni possiamo argomentare e interrogarci, la felicità sembra quindi possibile.

Di © Riproduzione Riservata
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