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Combatti l'ansia con la meditazione e la creatività

Arte e ascolto di se stessi come validi aiuti contro l'ansia

Combatti l'ansia con la meditazione e la creatività

Tachicardia, respiro corto, paura non motivata, angoscia, irrequietezza, irritabilità, insonnia. Questi sono solo alcuni dei sintomi dell' ansia , soprattutto quando strettamente correlata allo stress . Ognuno di noi almeno una volta ha sofferto di questi disturbi, ma per alcune persone possono diventare cronici e degenerare rendendo difficile la conduzione di una vita serena.

La buona notizia è che l'ansia può essere affrontata e sconfitta grazie a dei metodi alternativi, come ci spiega Giovanni Porta, psicoterapeuta e attore, che impiega una speciale sinergia di meditazione e creatività.

«L'ansia è strettamente connessa alla paura, - spiega Porta - ma mentre la seconda presenta un oggetto identificabile, l'ansia non è connessa a nessuna minaccia specifica. Si tratta di una sensazione generica di preoccupazione riguardo al futuro che è difficile da combattere proprio perché poco chiara, generica, apparentemente non legata a nulla in particolare. Chi soffre d'ansia ha ben presente come il tempo a propria disposizione sembri abbreviarsi, e si viva nella perenne sensazione di essere in ritardo, di dover assolutamente fare qualcosa ma non si sa che cosa. L'ansia, in altre parole, abbrevia lo spazio tra me e il futuro , quasi che l'evento temuto dovesse verificarsi a breve, brevissimo, e non in un futuro magari lontano».


Credits: Foto di @antonikachanel |Unsplash
Tutto questo però può superato concedendosi del tempo per fare un po' di introspezione e capire quali sono i problemi di fondo che provocano queste reazioni. Per questa fase è ottima la meditazione che agevola l'ascolto di se stessi senza giudicarsi, come se si fosse degli osservatori esterni.

«Il primo passo per affrontare l'ansia consiste nel trovare la calma e il coraggio per guardarci dentro e capire quale sia la situazione che temiamo. - continua lo psicoterapeuta - Finché questa situazione rimane nascosta, non avremo possibilità di affrontarla né di fare le cose necessarie affinché ci procuri il minor danno possibile. In questa operazione di "chiarimento del pericolo" può essere di grande utilità la meditazione: fermarsi qualche momento e fare spazio dentro di noi, lasciare che tutte le nostre parti si esprimano senza giudicarle».

Spesso capita che l'ansia sopraggiunga per un motivo che non si riesce ad individuare, è un qualcosa di non ben definito che provoca inquietudine, toglie il respiro e rende impotenti, proprio perché non si è capaci di “identificarla”. Può quindi essere di grande aiuto l'arte in quanto mezzo di comunicazione tra ciò che si vuole razionalizzare a tutti i costi e l'inconscio, la parte istintiva che reagisce senza considerare le conseguenze, perché deve segnalare ad ogni costo quello che non va.

«L'ansia è parente stretta della paura, e come tale ha un importante significato adattivo: segnalare la presenza di un pericolo, dandoci la possibilità di prepararci ad esso per poterne uscire indenni. Dato che l'oggetto temuto che genera l'ansia si trova a volte in una dimensione non consapevole, ecco che ci può venire in aiuto l'arte: creando una rappresentazione artistica, ad esempio pittorica, di ciò che temiamo, possiamo trovare un importante mediatore che permetta alle nostre parti non consapevoli di esprimersi, lasciandoci chiara testimonianza del loro passaggio.
Una volta identificata la minaccia, -
conclude Giovanni Porta - attraverso il lavoro di psicoterapia, è possibile trovare il modo di confrontarsi con essa, di prepararsi ad affrontarla oppure di scegliere una strada che ci permetta di evitarla, se riteniamo di non avere sufficienti risorse per farvi fronte. La psicoterapia è infatti un processo di scelta, e di indirizzamento delle nostre risorse nella direzione che consapevolmente riteniamo migliore per noi».


Credits: Foto di feelgoodjunkie | Pixabay

Ecco quindi i tre step che compongono il metodo dello psicoterapeuta Porta:

1 ) La meditazione
Meditare significa lasciare spazio al nostro sé interiore, trovare la calma di cui si ha bisogno per capire con serenità cosa sta succedendo. Praticando si impara ad ascoltarsi, a non farsi travolgere dal turbine di pensieri che ci assillano e ci angosciano ogni giorno e a guardarli da “spettatori”, come se si fosse seduti sulla sponda di un fiume ad osservare l'acqua che scorre.
La meditazione diventa un momento personale, un luogo al di fuori del tempo, lontano da stress e ritmi imposti, non c'è fretta e tutto diventa “alla pari”, nessuno giudica e nessuno viene giudicato.

È importante anche la respirazione: se si impara a respirare bene, si riesce ad acquietare la mente e a predisporsi positivamente alla semplice osservazione di cosa accade dentro di noi, senza rimanere ancorati ai vecchi schemi di pensiero che possono aver contribuito alla comparsa dell'ansia.


2) Il disegno
In questo contesto è inteso come manifestazione di quello che c'è dentro di sé. Può essere uno scarabocchio o il semplice uso dei colori senza un preciso metodo, l'importante è “esprimersi”.
Non soffermandosi sui significati si permette alle proprie emozioni di manifestarsi senza essere represse o giudicate e in questo modo può succedere che le preoccupazioni e le paure inconsapevoli vengano “catturate” dal foglio. Osservando poi il disegno con calma in un secondo momento si può dare un senso a ciò che è stato manifestato, si notano elementi che prima potevano apparire confusionari e si possono fare i dovuti collegamenti con quanto si sta vivendo, prendendo coscienza di aspetti che si negavano e che non erano facili da ammettere.


3) La psicoterapia
Dopo aver preso contatto con se stessi grazie alla corretta respirazione, al processo meditativo e identificate le paure che provocano ansia è possibile lavorare sull'oggetto che la provoca. Bisogna ricordarsi sempre l'ansia non è sempre negativa: se ben utilizzata può sfociare anche in azioni positive e propositive.

Pensiamo ad esempio a chi teme un colloquio lavorativo, un evento che genera spesso stati ansiosi proprio perché è un appuntamento importante dato che si è alla ricerca di un impiego. Una volta individuato quindi il motivo dell'ansia si può decidere se cedervi oppure se prepararsi al meglio, magari studiando, informandosi sull'azienda e scegliendo gli abiti che si ritengono più adatti per l'occasione e che fanno sentire a proprio agio. In questo caso l'ansia è stata la molla che ha fatto scatenare un'azione che di conseguenza ha diminuito i disturbi spiacevoli legati ad essa.

Affinché si possa ridimensionare ulteriormente è necessario prendere atto degli eventuali rischi connessi all'ansia (in questo esempio l'esito del colloquio). Potrebbe succedere infatti di non essere assunti e che ci si debba preparare ad affrontarne le conseguenze ma sempre in chiave costruttiva, ad esempio partecipando ad altri colloqui.

Di Elisa Gamberi © Riproduzione Riservata
TAG  ansia   meditazione  
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